17 dicembre 2013

La Miriam di Nessuno


Miriam è il personaggio femminile di un libro di cui ho già scritto
(E' sempre colpa della prospettiva - cercatelo se vi va)

Un libro che richiede molta determinazione nel superare le prime 100 pagine.

Miriam incontra l'uomo che un giorno sposerà, alla festa delle seconde nozze di lui. Lui inizierà ad amarla nel momento stesso in cui percepirà la presenza di lei.

Miriam è un'idea perfetta d'amore, intelligente, bella, femminile. Capace di sopportare un uomo gretto e meschino, ma che alla fine cede e nonostante l'amore e l'appartenenza, molla.

07 dicembre 2013

The essential : smile

06.12.2013
h. 03:30
Aeroporto di Dubai
Terminal 3 - Gate C26


Se c'è una cosa nel mondo che mi farà sempre sorridere è il modo che hanno le persone di sorprendermi.

Potrò fare chilometri e chilometri, percorrere tutti i cammini del mondo, vedere paesaggi capaci di togliere il fiato, MA (e come per tutto c'è un MA) sarà sempre una e sola la "cosa" che mi porterò a casa e quella cosa, altro non è che l'essere disarmante dell'umanità.

13 novembre 2013

Il tuo odore si confonde con il mio













Io chiudo gli occhi e tutto il mondo muore;

Schiudo le palpebre e tutto rinasce.
(Sono convinta di averti inventato.)

 Non riesco a togliermi dalla testa questi versi. Non li conoscevo fino a qualche settimana fa. In realtà, non conoscevo neppure te.


03 novembre 2013

Nuvole, albe e ghirigori


Uno dei migliori panorami di cui si possa godere in volo è dato dalla composizione delle nuvole e dai loro ghirigori.

Scrivo sorseggiando un pessimo caffè americano offertomi da "Meridiana". Dal finestrino si può godere di una vista magnifica: alba di un cielo sereno. E nuvole. Vorrei poter dire "Messico e nuvole", ma sono solo "Nuvole senza Messico".
Il cielo sembra quello che ha ispirato i più grandi impressionisti, un azzurro tenue, rosa e striature di arancio. Il resto sono nuvole. Soffici nuvole a dividerci da tutto il resto. 

27 ottobre 2013

"Egao ga areba jibun ga kaeru tanin ga kaeru unmei ga kaeru" / Only by the night

Si dice che il KARMA sia ciò che ti porti dalle vite passate e ciò che ti porterai nelle vite future. 
"Scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che noi apprendiamo in questo. Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, con le stesse limitazioni." 
(R. Bach - Il gabbiano Jonathan Livingston)



Allora mi domando quale sia il peso, nella vita attuale, il peso di ciò che stai vivendo?
Certo un giorno sarà KARMA, ma oggi cos'è?

13 ottobre 2013

Fernweh & Heimweh

Il viaggiatore che ama la bellezza dei luoghi e cerca la purezza delle "origini" ha sempre una meta, ma colui che viaggia per cercare sé stesso non conosce mai la destinazione...

Ho già scritto della parola Fernweh, ci sono arrivata attraverso i soliti valzer di parole. Rimbalzare da un sito ad un altro, scoprire che nell'immensità della rete si è meno soli di quel che si possa credere. Luoghi virtuali in cui i tuoi pensieri sono espressi da qualcun'altro che a chilometri e chilometri da te, vive una vita diversa dalla tua, ma che per uno strano gioco del destino sente quello che senti tu. Vive la non-vita che vivi anche tu. Distanti. Vicini. Più vicini di quello che si possa immaginare.

Fernweh. Heimweh.

Due parole tedesche, due sentimenti comuni a molti, due significati opposti. In comune il dolore (weh). e poi  Fern, "lontano", e Heim, "la casa intesa come il luogo degli affetti".

11 ottobre 2013

E' il processo in atto ad interessarmi

Rinunciare a qualcosa per poter dar spazio a qualcos'altro.

Vuotare piccoli immensi meandri per il nuovo che avanza. Non conoscerne la dimensione, la portata, il rischio che racchiudono.

Avanzare nel buio, certi che non possa esserci luce maggiore.

Cambiare le priorità, ponendovi in cima ciò che non avremmo mai immaginato.

A modo nostro, crescere.

Lascia che mi occupi io di trovare un modo di essere | Considerami un satellite, in orbita per sempre | Conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano | Garantito.

Leave it to me as I find a way to be | Consider me a satellite, forever orbiting | I knew all the rules, but the rules did not know me | Guaranteed. 

(Eddie Vedder - Guaranteed, n. 11)










23 settembre 2013

Bologna, casa senza esserlo


Bologna è così, una città in grado di accoglierti in ogni momento. 
Capace di prescindere dal tuo stato d'animo, ti prende tra i suoi portici e ti lascia, come tutte le volte, senza parole.

E' un po' come quelle persone con cui hai avuto un bellissimo rapporto, che non è diventato amore, ma è sempre lì, pronta a rivederti. Ci ritorni sapendo che non sarà amore, ma saprà scaldarti il cuore, sciogliere le ossa e confondere i sensi.

Bologna è questo e molto altro.


(Piazza Santo Stefano o Delle sette Chiese)


Bologna, Portici

24 luglio 2013

Morte di un pesce

Sofì non avrebbe permesso che quell’evento le rovinasse la giornata, eppure era lì a fissare quel corpicino senza vita che galleggiava nella boccia piena d’acqua. Era morto. Allo scadere dei 3 mesi, il pesce rosso che aveva comprato era venuto a mancare. Sì, dispiaciuta per quella perdita, Sofì era lì a piangere più per quello che quel pesce rappresentava che non per la reale perdita. Che fosse un po’ cinica ne era cosciente, ma questa volta era diverso.

22 luglio 2013

Vento dislessico e cuore anoressico - male moderno

Ci sono parole che le hai scritte addosso. 
Ogni tuo gesto le racchiude e sono leggibili nei tuoi occhi, nei tuoi umori, nei tuoi silenzi.
La rabbia di Giorgio, le nuvole, l'aridità dei sentimenti e il vento 
dislessico che non sono più in grado di leggere sono tra queste.

07 luglio 2013

L'amore di un istante

Rincorre il sogno di una vita, ormai da troppo tempo. E da troppo tempo guarda se stessa fare a pezzi i suoi umori.

Lo aveva incontrato per caso, facendo le scale di casa, uno scendeva l’altra saliva. Lo aveva amato da subito. Di lui aveva amato l’odore, come non innamorarsi di quell’odore. Il suo punto debole, il cruccio di sempre. Annusare prima di tutto, prima ancora di guardare, di baciare, di stringere. Lei aveva bisogno che lui avesse un buon odore, che lui avesse un odore di buono. E quell’uomo sulle scale profumava di vita, di posti lontani, di aeroporti, di oriente.

15 giugno 2013

Hyakutake, fatalismo e fumo blu

Chi mi conosce sa che non sono la persona più romantica e sdolcinata al mondo, anzi chi mi conosce direbbe di me che sono "algida", distaccata, stronza e cinica. 

Personalmente non credo di essere ne l'una ne l'altra faccia della medaglia, sono sicuramente fredda e distaccata all'inizio, ma sono anche carina e coccolosa con chi nella mia vita non è una semplice comparsa.


Ad ogni modo non volevo fare un'analisi della sottoscritta.

06 giugno 2013

Ho visto un sogno avverarsi

Avevo bisogno di tempo per poter scrivere di questo viaggio. 

Avevo bisogno di molto tempo per poter realizzare di aver calpestato la terra dall'altra parte del mondo a me noto e di aver passeggiato per le strade di questa antica città, senza che  tutto perdesse valore, senza sentir scivolare via dalle dita le emozioni provate.

Ho avuto bisogno di molto tempo per macinare le emozioni, i ricordi, la gente, gli odori... dio gli odori, le strade, i colori, l'atmosfera surreale in cui sono stata catapultata.

23 maggio 2013

Sfida Accettata: Ecco il mio annuncio personale

Scrivi il tuo miglior annuncio personale e mandalo alla tua metà, se già ne hai una.

Non è la traccia di un tema, ma è la sfida che questa settimana Rob Brezsny ha lanciato insieme ai suoi curiosi oroscopi.
Prima di cogliere la sfida credo sia doverosa una breve introduzione sulla vita di Rob, il solito chi è, da dove viene e come mai sia arrivato a noi.

"Quando ha iniziato a scrivere oroscopi, Rob Brezsny era un giovane poeta e musicista alla ricerca dell'illuminazione, ma soprattutto di un lavoretto con cui pagare l'affitto e finanziare le sue performance. 

18 maggio 2013

Rimorso


È incredibile l’idea che hai di me.
Mi guardi. Nonostante tutto, tu mi guardi. Guardi il segno lasciato dal trucco dopo il pianto. Guardi il mio viso imbronciato pallido scavato. Dell’abito che indossavo non resta che poca stoffa a coprire la tua opera. Mi hai adagiata su questa poltrona vicino la finestra. Guardo fuori. Piove. Cielo grigio e pioggia. Sai che mi piace e ti compiaci del piacere che mi stai dando concedendomi questa visione. Io in silenzio, non una parola, e come potrei d’altronde?


La radio accesa ti fa – ci fa – compagnia. Sta suonando Where is my mind?, e dove sia la mia, di mente, non lo so più: ho smesso di domandarmelo, mentre tu, tu ancora te lo domandi. Forse se lo domanda anche il cielo.

24 aprile 2013

Quel tipo di donna lì

Nel momento esatto in cui ti accorgerai che non sarai e ripeto non sarai, mai e poi mai, come un certo tipo di donna, quella ti passa davanti e tu, tu sei senza l'energia per controbattere alla tua parte debole.

21 aprile 2013

Cut & Paste de "A capo di complessi immaginari"


Sono un vero disastro nella gestione di questo blog e dei link, mi scuso per questo.

E proprio perchè sono un disastro faccio questo post con tutti i link alle parti del racconto che ho scritto, che fino a qualche ora fa era ancora sprovvisto di titolo, chiedo venia anche per questo.

Probabilmente non piacerà il titolo scelto e forse non racchiuderà in se il senso, ma poco importa.

Buona lettura:


"A capo di complessi immaginari."





Mucchietti di ossa per ritrovare la strada


Per una vagabonda come me, sempre pronta a fare una valigia, una borsa, a prendere un treno, un aereo e partire non è facile segnare su carta la via, il futuro che incerto si manifesta a suo dire in anticipo, a mio parere sempre troppo tardi. E poco importa, che io sia incline agli imprevisti e alle cose non facili. 

Decidere su due piedi. Chiudere e partire.

25 marzo 2013

Ricordi impiastricciati


Non lo so, ma mi fa strano scrivere il giorno del mio compleanno.

Non che io abbia intenzione di fare il punto della situazione, ma ci sono diverse cose di cui mi piacerebbe parlare oggi. E sono tutte cose molto belle, positive, cose che uno non si ferma troppo spesso a guardare ma che hanno un loro perché.

Come ho scritto un bel pò di tempo fa, manca, manca sempre qualcosa... e questo credo sia inevitabile, ma e c'è un MA gigantesco, ci sono così tante cose a colmare queste mancanze che poi alla fine non ci pensi più e sorridi, si nonostante tutto sorridi e ti godi la vita con tutti i suoi giorni grigi e le sue sfumature d'azzurro.

18 marzo 2013

Il destino di un pesce e di una bici #7

Le prime parti le trovate qui, capitolo per capitolo 

(Parte 1a  Incontri #1 )


Apre. In automatico, come se il suo corpo avesse smesso di prendere ordini dal cervello e decidesse in completa autonomia.

È lui.

Cosa vorrà dirle? Non gli è bastato l’ultima volta non presentarsi? Nessuna spiegazione.
Si sente in diritto di poter apparire e sparire come gli oggetti di scena di un mago. E lei, lì che si è illusa milioni di volte, fra milioni di stelle a farle compagnia, sperando che quella fosse la volta giusta. La volta buona che lui decidesse per sempre. Ma lei dimentica, e con quanta facilità, che lui è proprio come lei. 

Irrequieto. Incostante. Volubile.

15 marzo 2013

Irrequieta e imperfetta. Si descriverebbe così #6


Le altre parti le trovate qui ( Caffè nero e rivelazioni #5 )


È un periodo strano per prendere decisioni. Il mondo intero le sta suggerendo di aspettare: chi, cosa e perché non le è dato sapere. Aspettare, come se per lei fosse facile. Troppo inquieta. Troppo irrequieta. Non è mai riuscita a mantenere l'aplomb. Peccato, le sarebbe piaciuto. “Essere perfetta” o comunque senza macchie, esattamente come tutti gli altri. A volte si domanda se non sia questo il problema principale, questo fortissimo desiderio di essere esattamente come tutti gli altri.
Come può domandarselo, lei?

05 marzo 2013

Caffè nero e rivelazioni #5


Parte 1Incontri
Parte 2 Musicanti balcanici al suo seguito
Parte 3 Una smisurata tristezza
Parte 4 Equilibrio precario e scarpe nuove


Seduta al tavolino di un bar manda giù, a piccoli sorsi, caffè nero in tazza grande. C’è il sole, e, nonostante la temperatura rigida, stare fuori è piacevole. Ed eccola lì, seduta in una piccola stradina, poco frequentata, a godersi il sole invernale e il primo caffè della giornata. 

Il tavolino alla sua destra è vuoto, mentre quello sulla sinistra è occupato da un anziano signore, che sembra dormire al sole e goderselo come solo lucertole e gatti sanno fare. Incurante del mondo, con una mano a tenere il bastone e l’equilibrio.


28 febbraio 2013

Equilibrio precario e scarpe nuove #4


Parte 1 Incontri
Parte 2 Musicanti balcanici al suo seguito
Parte 3 Una smisurata tristezza



Si ferma a fissare la vetrina di un negozio. Scarpe. Ecco cosa è esposto, nulla di più. Scarpe da donna per la precisione. Meravigliose scarpe col tacco. Incantata dalle luci, non si accorge di aver speso quasi tutto il tempo della pausa pranzo a fissare la vita oltre il vetro.

Tornare alla realtà non è poi così difficile, le basta chiudere gli occhi per un secondo, bagnarsi le labbra e riaprirli. Ed eccola lì, pronta ad affrontare un lunedì pomeriggio come tanti altri. Un lunedì pomeriggio fatto di e-mail gentili e telefonate di cortesia.

20 febbraio 2013

Una smisurata tristezza #3


Parte 1 Incontri #1
Parte 2 Musicanti balcanici al suo seguito #2




Cazzo le 3. Come ho fatto a dormire sul divano? Sono proprio una stupida.

Ecco cosa pensa mentre riapre gli occhi e si ritrova con la luce accesa, il pc sul tavolino e le gambe penzoloni oltre il divano.

Ha dormito per qualche ora in quella posizione scomoda e ora le tocca tirarsi su e affrontare la routine del letto. Rito sacro cui non può certo sottrarsi: lavare i denti, struccarsi, infilare la T-shirt e poi sotto il piumone.

Passando nel corridoio si guarda nello specchio e la figura che vede non le va proprio giù. Sembra che a indossare il cimelio di un concerto sia una ragazzina poco più che adolescente, quando in realtà a vestirla è una donna a cui i trenta non stanno per nulla bene.

Richiude gli occhi poggiando la testa sul cuscino e si abbandona alla calma di un nuovo sonno.

16 febbraio 2013

Musicanti balcanici al suo seguito #2


Parte 1 Incontri #1

"Aspetta." Disse lui.
"Vedo che stai bene, mi fa piacere. Credevo di trovarti spenta. Hai tenuto banco, brava!" manda giù l'ultimo sorso di caffè e le sorride.

"Sai, ho avuto un ottimo maestro." Adesso sorride anche lei.

Una conversazione fatta di sorrisi, convenevoli e parole di stima.
Peccato si sia dovuta consumare all'angolo del bancone di un bar in aeroporto.

Uno parte. L'altra arriva.

Gli avrebbe voluto dire di più, ma non ne ha avuto il coraggio. Ancora una volta, nasconde nel suo sorriso milioni di pensieri, dubbi, domande rimaste in sospeso. Un'amicizia nata tra i tavoli di una biblioteca.





14 febbraio 2013

Comunicazione di Servizio ##

E' giusto che sappiate della nuova sfida che ho intrapreso.

Un'amica, un amico, degli estranei, qualche collega mi hanno più volte sollecitato, incitato e anche chiesto: "Perchè mai non scrivi una storia? Un libro? Un racconto articolato?"

La risposta è sempre stata un "No, grazie. Non sono in grado di scrivere cose lunghe, non ho la costanza per curare un racconto a puntate"

Poi, poi è successo che ho ceduto e ho pensato "ma si dai, provare non sarà così male" e quindi eccomi qui a svelarvi l'arcano o parte di esso.

Il primo pezzo del mio racconto a puntate (?!?!?) è stato pubblicato circa 10 giorni fa e lo trovate qui:

Incontri #1



I pezzi che verranno saranno un progressivo # e avranno in cima sempre il link ai capitoli (?!?!?) precedenti.

Massacratemi pure, sarà un piacere leggervi e correggere, migliorare la storia. Perdonate la mia mancanza di periodicità.

Spero vi piaccia e di non fare un completo buco nell'acqua.

Vostra Elvira








06 febbraio 2013

Incontri #1


"verranno a trovarti. non è detto che vengano tutti insieme, anzi. uno per volta, e quando meno te li aspetterai. avranno le forme insolite di chi ha qualcosa per te, ma ne è inconsapevole.

non aspettarli, perché potrebbero indispettirsi e non presentarsi. non essere impaziente. 
preparati ad accoglierli. prepara il tuo spirito a questi incontri. sii aperta.

non avere preconcetti e tieni gli occhi vigili.

come ho detto avranno le forme più insolite.

30 gennaio 2013

La sregolatezza pura mi esalta


1996, Inghilterra - Argentina



nichilisti ottimisti
positivi e negativi allo stesso tempo
trasgrediscono alle regole del gioco con lo scopo ultimo di riuscire

2001, Santa Maradona

20 gennaio 2013

I'm just a dreamer






mi aspetto di fare così 
i miei prossimi passi in questo nuovo anno




i'm just a dreamer but i'm hanging on
though i am nothing big to offer
i watch the birds, how they dive in then gone
it's like nothing in this world's ever still

and i'm just a shadow of your thoughts in me
but sun is setting, shadows growing
a long cast figure will turn into night
it's like nothing in this world ever sleeps

oh sometimes the blues is just a passing bird
and why can't that always be
tossing aside from your birches crown
just enough dark to see
how you're the light over me

and by your side, girl, where the acres grow
into the strong and stunning meadow
a cowboy stumbling in the finest field
and nothing good out there won't be old

oh sometimes the blues is just a passing bird
and why can't that always be
tossing aside from your birches crown
just enough dark to see
how you're the light over me

sometimes the blues is just a passing bird
and why can't that always be
tossing aside from your birches crown
just enough dark to see
how you're the light over me