Ho imparato a scoprire me stessa, gli altri, il mondo in ogni piccolo gesto, in ogni passaggio e i km fatti negli ultimi 5 anni mi hanno dato più di quanto io riesca a immaginare. La metamorfosi continua della quale sono protagonista, non è "la fine del mondo" così come chiamata dal bruco, ma un lungo e inesorabile giro di giostra. E non me lo sarei mai aspettato.
Non ho mai amato i diari, e i miei tentativi sono finiti tutti nel vano delle cose lasciate a metà, eppure in questo periodo dopo mesi di silenzi, sento la necessità di scrivere, la stessa necessità che provavo da bambina. Non ho ancora deciso il corso di questa conversazione, al momento mi limiterò a lasciare tutto quello che ho scritto in passato nell'ARCHIVIO, caso mai qualcuno avesse la curiosità di vedere più lontano del proprio naso. Qui sotto lascio quella che fu la mia descrizione, è romantica e nostalgica, mi domando se volessi fare colpo su qualcuno all'epoca, col tempo ho imparato che non voglio fare colpo/compiacere qualcuno ma che voglio solo piacermi.
Sono una ragazza come molte altre. Di speciale ho poco o nulla, fatta eccezione per piccoli riti e insolite manie.
Curo ogni malattia col cioccolato e tanto più è grave il malessere tanto più è amaro il cioccolato, ne ho uno per ogni evenienza, che sia un mal dell'anima o del corpo poca importa.
Leggo. Divoro libri come se fosse l'unico cibo disponibile. Rubo tempo ad ogni altra attività, alla notte stessa se necessario. Riviste, etichette degli alimenti, annunci, giornali dei vicini in tram. Prendo sempre un libro a casa dei miei, finisco sempre per non restituirlo.
Nelle case in cui ho abitato campeggiavano ovunque, sul tavolino, sotto il letto, accanto alla tv, nell'ingresso, ma mai che ce ne fosse stato uno al suo posto su una mensola.
Amo la tv, il cinema, i film da quattro soldi e quelli impegnati. Adoro il bianco e nero di certe pellicole e conosco a memoria battute di film di cui ignoro i titoli o i nomi degli attori.
Se allegra finisco per fischiettare tristi canzoni francesi, nei giorni più bui sono straordinariamente ottimista.
Adoro le foto sbiadite, i bauli pieni di cianfrusaglie e i negozi troppo piccoli per i tesori che nascondono.
Impazzisco per le profumerie, anche se inizio a starnutire appena vi metto piede.
Sono del tipo in grado di indossare una gonna di paillette e lustrini, che finisce per presentarsi con scarponcini e teschi alle cene di famiglia. Indosso maglioni ingombranti e gonne dalla dubbia lunghezza. Scarpe sempre troppo alte a detta di alcuni, gli stessi che restano impressionati quando mi vedono correre con un tacco 12 ai piedi e che finiscono per sorridere quando con le infradito non riesco a stare in equilibrio.
Sono una ragazza per cui i capelli sono argomento tabù. Lunghi, troppo lunghi quando è caldo e corti, troppo corti quando il freddo taglia la pelle. Mai giusti.
Indosso improponibili cappelli e sciarpe. Per non parlare di orecchini e bracciali ingombranti.
I regali sono come manna dal cielo per gli affamati, che sia una caramella o qualcosa di più, mi ritrovo sempre a sentirmi una bambina a natale. Scarto con foga e rompo sempre un pò la carta perchè porta bene.
Sono quella che con la macchina fotografica finisce per fare le foto ai piedi di tutti, convinta che le scarpe possano dire molto di più di un paesaggio lontano.
Passo da un discorso all'altro, finendo per perdermi e ritrovarmi in labirinti di parole costruiti un pò così, labirinti dal dubbio senso. Sono la stessa capace di stare in silenzio per giorni, capace di chiudersi nei suoi mondi dove le parole sono tangibili prove di fantasie recondite.
Credo agli oroscopi, ai numeri, alle carte e ai sogni premonitori, ho riti magici e sensazioni a cui dar conto. Allo stesso tempo, credo che siamo noi a forgiare il nostro destino e che, se anche fosse scritto da qualche parte nell'universo, noi deteniamo la gomma e la matita per apportare le giuste correzioni.
Sono quella che la mattina non riesce a fare la doccia se non c'è la radio accesa, la stessa che fa docce calde d'estate e fredde d'inverso. Quella che per addormentarsi ha bisogno che qualcuno le parli o che ci sia la tv accesa.
Sono quella che non crede molto, ma che se entra in un luogo sacro si emoziona fino alle lacrime per la misticità di quanto la circonda.
Ho una passione per le piccole cose, ho imparato a impacchettare la mia vita e a portarla a km da tutto e da tutti. Sempre pronta a prendere un treno/aereo/bus pur di vedere per poche ore un affetto.
Sono quella per cui gli amici non importa sentirli tutti i giorni, quello che importa è che quando li senti è come averci parlato fino a un minuto prima, anche se sono passati mesi dall'ultima volta.
Sono quella che cucina pietanze troppo speziate e condite, che rabbrividisce alla vista della sola insalata come cena, ma che poi finisce per cenare col tè, come se fosse accettabile.
Quando sento qualcosa, qualunque cosa, sento anche l'irrefrenabile istinto di scrivere. Mettere nero su bianco tutto così da capirci qualcosa o forse non capirci niente.
Consumo i cd che mi piacciono fino al punto di odiarli.
Travolgo, o almeno credo di travolgere, le vite degli altri. A volte mi riesce bene, altre un pò meno.
Sono questo e poco altro.

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