"Ops... l'ho fatto di nuovo.
Sono salita a quota 10, che non vuol dire nulla... 4 fatti solo quest'anno. Deve esserci nell'aria qualcosa che alimenta il mio bisogno di marcare ed essere marcata.
Una volta mi dicevano "devi scegliere con cura, sono per sempre", adesso gli stessi intonano la litania "tanto se ti scocci, puoi sempre farli togliere".
Non ho mai fatto parte di questo secondo gruppo. Ho sempre sostenuto che fossero per sempre, perché, infondo per quanto disillusa, credo ancora che il per sempre sia possibile, che basta volerlo e che le paure si dominano e i silenzi si superano, così come le urla a un certo punto si plachino.Quando ho annunciato a mia madre che avrei passato il pomeriggio a farmi "sporcare", lei mi ha chiesto "ma non sarà troppo cosi? Perché ancora ?" Ho risposto, che ero una punk ribelle e che sentivo il bisogno di assecondare una parte di me che tengo da parte per pochi. Lei ha tirato su le spalle e mi ha guardata con quello sguardo che le ho visto fare innumerevoli volte davanti alle mie scelte, un misto di rassegnazione, punti di domande e incertezza. Mi sono chiesta molte volte, vedendole fare quella smorfia, se si fosse mai chiesta, in tutti questi anni, se fossi stata veramente sua figlia.
Ricordo il giorno in cui decisi di indossare una gonna rosa (estremamente femminile) su un bellissimo paio di jeans strappati e un indefinito numero di catene al collo e ai polsi. Avrò avuto 16 anni, due delle tante personalità che mi contraddistinguevano, si stavano battendo per la supremazia... Alla fine di quel duello non vinse nessuna delle due, come sempre... d'altronde. Ad ogni modo, come potete immaginare ebbi una "furiosa" discussione con mia madre, che cercava di farmi ragionare per limitare al massimo il ridicolo, e il mio senso di noncuranza del pensiero del resto del mondo rendeva tutto insapore. Un mondo che all'epoca dei fatti vantava scarse 5.000 anime.
Uscii vestita così, lasciando mia madre nelle lacrime di rabbia e io con un senso di vuoto che a volte mi perseguita ancora.
Non mi è mai piaciuto e non mi piace tuttora scontrarmi con le persone, men che meno farlo con quelle che amo, ma non mi piace sentirmi dire cosa posso o non posso fare, soprattutto in relazione a un mondo, un codice, un'etichetta dei quali non mi interessa nulla. Che il resto del mondo pensasse che fossi strana o altro, non era un mio problema, che pensi tuttora qualcosa non mi riguarda.
Non esistono etichette, non siamo riconducibili a questa o a quella categoria."
Era il 30 Settembre 2020 quando scrivevo queste cose, oggi sono 13, fra qualche settimana 15.
E' passato un anno e se mi guardo indietro sembrano esserne passati molti più anni, le cose successe nell'ultimo anno sembrano racchiudere molte più vite o molti più anni di una sola vita. Dieci vite, dieci anni come i chili che ho perso, come i tagli e i colori ai capelli*, come i giorni che mancano al trasloco nella nuova casa, come gli specchi che ci saranno.
La casa non ha ancora un nome, ma con Chiara abbiamo battezzato una parete "La parete di Narnia" a causa della presenza dell'ennesimo specchio a metà fra altri 3 - che non si dica che non c'è lo spot giusto, qualunque cosa questo voglia dire. Secondo Chiara, chi si troverà in un preciso punto sotto un arco (che avremmo voluto abbattere) avrà l'impressione di attraversare il famoso armadio. Personalmente trovo questa immagine incredibilmente romantica.
Un po' di magia, è quello che vorrei, è quello di cui avrei bisogno. Per fortuna che Mercurio retrogrado è finito ed oggi inizia un nuovo periodo.
Un respiro profondo, chiudere gli occhi e ritrovarsi altrove, come Alice che scivola giù lungo il pozzo. Svegliarmi in una città nuova, un paese diverso, una spiaggia lontana, nel mezzo di un bosco ai confini del mondo. Ci metto tutta la mia buona volontà, ma mi manca viaggiare, dormire cullata dal moto di un aereo o di un treno. Vorrei svegliarmi in un posto che non ho ancora mai visto, prendere il caffè guardando fuori seduta sul davanzale di una finestra. Girare scalza per una stanza non mia e sorridere a qualche sconosciuto mentre tiro su il cappuccio di una felpa o tolgo l'ennesima t-shirt prima di buttarmi in acqua.
Mi manca un po' del mio non-mondo, spero che la parete di Narnia mi riconnetta ad esso presto.
*Ho un aneddoto sulla mia relazione con i parrucchieri, la mia amica Roberta sostiene che passo più tempo io dal parrucchiere che le azdore del suo quartiere, La Roby vive a BO - una città istituzione della mia vita sentimentale, mi ci sono rifugiata ogni volta che ho chiuso una storia importante. Comunque sembra che io abbia una relazione inquieta con i miei capelli (e non solo con loro) e ogni volta che la informo di essere seduta in qualche salone, mi aspetto il classico messaggio in pugliese che dice qualcosa del tipo "Ma ancora ?"

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