25 marzo 2013

Ricordi impiastricciati


Non lo so, ma mi fa strano scrivere il giorno del mio compleanno.

Non che io abbia intenzione di fare il punto della situazione, ma ci sono diverse cose di cui mi piacerebbe parlare oggi. E sono tutte cose molto belle, positive, cose che uno non si ferma troppo spesso a guardare ma che hanno un loro perché.

Come ho scritto un bel pò di tempo fa, manca, manca sempre qualcosa... e questo credo sia inevitabile, ma e c'è un MA gigantesco, ci sono così tante cose a colmare queste mancanze che poi alla fine non ci pensi più e sorridi, si nonostante tutto sorridi e ti godi la vita con tutti i suoi giorni grigi e le sue sfumature d'azzurro.

Non mi soffermerò a discutere la mia età, e questo perché chi mi conosce sa che per me l'età è semplicemente una convenzione a cui mi sono mal abituata e ribellata. La mia convenzione da un pò di anni a questa parte (anche se non tanti) è il 24. Ormai sono ferma a 24 anni. Non è una protesta contro il tempo che inesorabilmente avanza o contro chissà quale cliché, semplicemente a me i miei 24 anni mancano, mi sono mancati e mi piace riviverli, un pò come se ogni giorno rivivessi la stessa giornata, ma con avvenimenti diversi. Lo so sembra contorto, ma infondo e mi ripeto, infondo, chi non ha pensieri contorti?!?!

A me piace pensare di essere ferma a 24 anni e di poter rivivere ogni giorno il momento in cui mi sono riappropriata dei miei sogni, della mia vita, dei miei desideri e allo stesso tempo, sono diventata consapevole, fautrice di quel destino che volevo con tutta me stessa. Lì in piedi a scegliere, abituata da sempre a farlo, ma consapevole del potere delle mie scelte.

Essere adulti senza esserlo realmente, che strana sensazione.

Da sempre ho fatto il countdown del mio compleanno, sono così egocentrica che per me il compleanno è indispensabile per sentirsi al centro del mondo. Sarà che quando ero piccola facevo sempre dei grandi casini per essere al centro dell’attenzione. Poi ho imparato col tempo a farne sempre meno e a stare sempre più nell’ombra, ma una bambina così sulle righe, incontenibile e irrequieta, non sarebbe potuta scomparire nel nulla, nel silenzio dei ricordi. E allora ho ripreso, più o meno chiassosa, e chi lo sa, chiedetelo a chi mi circonda, a chi passa con me i giorni, le notti, i pomeriggi. Chiedetelo a chi è abituato a vedere il mio muso lungo o la mia allegria immotivata. Chiedetelo a chi cucino piatti pieni d’amore che non so più dove mettere. Chiedetelo a chi importuno con il mio carattere inopportuno, testarda, rumorosa, insicura, arrogante, logorroica. Chiedetelo a chi non mi vede mai eppure mi conosce così bene, e che anche se non sa nulla della mia vita attuale sa tutto o quasi di quella che è stata.

Non è un post auto celebrativo, è un post per ricordare.

Voglio ricordare con voi la foto in cui con una maglia a righe, venivo tenuta su una sedia davanti a una torta, che nessuno ricorda più se fosse mia, a soffiare le candeline. Voglio ricordare con voi il profumo della cucina di sempre quando mia mamma prepara il dolce che caratterizza i nostri compleanni. Voglio ricordare la foto in cui tengo per mano mia sorella che mi aiuta a spegnere le candeline. Quella dei miei diciotto anni in cui mio fratello piange come un disperato con una mano sull’orecchio.  I compleanni dopo sono stati tutti senza la mia famiglia, tutti con una famiglia adottiva che come la migliore delle famiglie allargate ha visto sempre cambiare i suoi membri.

Voglio ricordare le torte, i festeggiamenti durati settimane, le amiche che si sono prese cura di me in quelle notti, i patti e le fette! I regali, che qualunque cosa fossero mi hanno sempre reso felice.

Voglio ricordare l’uomo della mia vita che il mio compleanno l’ha sempre o quasi dimenticato, ma infondo a lui è concesso questo e altro.

Ricorderò chi il mio compleanno lo ha reso speciale, sopportandomi, supportandomi nelle pazzie, assecondandomi nella megalomania che contraddistingue i miei geni.

Grazie per tutto questo e il tanto altro che non ho saputo scrivere.

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