Per una vagabonda come me, sempre pronta a fare una valigia, una borsa, a prendere un treno, un aereo e partire non è facile segnare su carta la via, il futuro che incerto si manifesta a suo dire in anticipo, a mio parere sempre troppo tardi. E poco importa, che io sia incline agli imprevisti e alle cose non facili.
Decidere su due piedi. Chiudere e partire.
La borsa, un libro, la macchina fotografica. Peccato non si possano fotografare gli odori. Sono quelli che vorrei riuscire a riportare a casa. Dovrei fare delle boccette con la sabbia dei deserti, delle spiagge, dell'aria, dell'acqua. Foto ai cieli distanti, alle stelle riverse, agli occhi di chi incontro per strada.
Ma se guardi il mondo attraverso l'obiettivo, perdi l'attimo in cui il ricordo vive il presente, ne salverai la traccia, ma avrai perso il suo attimo di vita.
Una strada c'è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici "oh, guarda, c'è un filo". Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c'è. Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto, e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora.
(Tiziano Terzani)
Ma forse ha ragione lui, la strada la vedi solo alla fine e come cantano loro "and who knows"
Sono stata in posti del mondo che mai avrei creduto di visitare, posti che vivevano solo nei miei sogni, spero che mi sia data la possibilità di vedere ancora molto altro. Non pongo limite al mio istinto e mi auguro che il karma riservi ancora molta strada in terre lontane. Io farò i miei mucchietti, poserò le mie ossa su spazi mai facili, cercherò di scrivere, di fissare senza perdere l'attimo di vita del ricordo, cercherò di sorridere sempre perché ho imparato che "Se sorridi puoi cambiare te stesso, gli altri e il futuro"
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