Piano piano, le luci iniziarono a spegnersi e ad accendersi a seconda dell'uso che avrebbero asservito. Intorno a lei ogni cosa sembrò prendere vita propria e muoversi verso una nuova dimensione.
Seduta sulla poltrona, guardava fuori dalla finestra assistendo meravigliata a quel valzer di vite.
Imponenti grattacieli, dalle forme più disparate, si stagliavano verso il cielo, mentre, sotto di essi, numerose macchine si alternavano, invertivano, giravano intorno.
I cartelloni pubblicitari si andavano riempiendo a poco a poco e le insegne luminose iniziavano ad invadere lo spazio circostante.
Il quadro che le si presentava era cosa nuova ai suoi occhi. Il cielo più o meno azzurro, terso, di un inverno non ancora maturo, si lasciava conquistare dalle luci della notte. Tutto questo avveniva in un rigoroso silenzio. Con ordine e maestria alla Walt Disney.
Sembrava quasi che un pittore invisibile colorasse ogni singola finestra, una ad una, fino ad accendere o spegnere le vite di ignari protagonisti. Finiti di illuminare i palazzi, passava al cielo, un blu sempre più scuro inondava quel quadro di sole luci. E infine le insegne, illeggibili caratteri, emergevano dal nulla, completavano in meno di un'ora la vista che Seoul regalava di sé a quella incredula ragazzina che se ne stava seduta di fronte alla finestra, come se fosse stata in un museo ad ammirare la vita avanzare in un quadro.
Seduta sulla poltrona, guardava fuori dalla finestra assistendo meravigliata a quel valzer di vite.
Imponenti grattacieli, dalle forme più disparate, si stagliavano verso il cielo, mentre, sotto di essi, numerose macchine si alternavano, invertivano, giravano intorno.
I cartelloni pubblicitari si andavano riempiendo a poco a poco e le insegne luminose iniziavano ad invadere lo spazio circostante.
Il quadro che le si presentava era cosa nuova ai suoi occhi. Il cielo più o meno azzurro, terso, di un inverno non ancora maturo, si lasciava conquistare dalle luci della notte. Tutto questo avveniva in un rigoroso silenzio. Con ordine e maestria alla Walt Disney.
Sembrava quasi che un pittore invisibile colorasse ogni singola finestra, una ad una, fino ad accendere o spegnere le vite di ignari protagonisti. Finiti di illuminare i palazzi, passava al cielo, un blu sempre più scuro inondava quel quadro di sole luci. E infine le insegne, illeggibili caratteri, emergevano dal nulla, completavano in meno di un'ora la vista che Seoul regalava di sé a quella incredula ragazzina che se ne stava seduta di fronte alla finestra, come se fosse stata in un museo ad ammirare la vita avanzare in un quadro.
Non ha smesso un attimo di guardare fuori. Seppure sia notte, non ha potuto fare a meno di guardare il cielo. Il viso schiacciato contro il vetro e gli occhi sognanti.
Milioni di piccole e luminosissime stelle ricoprono il cielo. Cerca di riconoscere in alcune di esse un segno, un simbolo imparato da bambina, ma nessuna forma le è familiare.
Si domanda quanti pirati, marinai, conquistatori o semplici pescatori, abbiano alzato il naso al cielo e abbiano deciso quale strada percorrere consultando questa immensa mappa stellata.
Non una barca nel mare sottostante, solo buio e immensità.
L’occhio reclama più tempo per potersi abituare, per poter riconoscere qualcuna di quelle luci. Ma niente. Non vi è segno che lei possa distinguere.
E poi, d'improvviso, mentre si lascia affascinare e rapire da questa rete di stelle, vede una luce scivolare lungo questo tappeto. Chiude gli occhi e chiede l’unica cosa che le manca. Chiude gli occhi e sorride pensando che il suo desiderio nel tempo non è mai cambiato. Chiude gli occhi alla vista del cielo sul mare di Taiwan in questa notte di stelle.
Milioni di piccole e luminosissime stelle ricoprono il cielo. Cerca di riconoscere in alcune di esse un segno, un simbolo imparato da bambina, ma nessuna forma le è familiare.
Si domanda quanti pirati, marinai, conquistatori o semplici pescatori, abbiano alzato il naso al cielo e abbiano deciso quale strada percorrere consultando questa immensa mappa stellata.
Non una barca nel mare sottostante, solo buio e immensità.
L’occhio reclama più tempo per potersi abituare, per poter riconoscere qualcuna di quelle luci. Ma niente. Non vi è segno che lei possa distinguere.
E poi, d'improvviso, mentre si lascia affascinare e rapire da questa rete di stelle, vede una luce scivolare lungo questo tappeto. Chiude gli occhi e chiede l’unica cosa che le manca. Chiude gli occhi e sorride pensando che il suo desiderio nel tempo non è mai cambiato. Chiude gli occhi alla vista del cielo sul mare di Taiwan in questa notte di stelle.
Taglia in due lo spazio. Vira piano e sotto di esso si apre uno spettacolo che lascia senza parole.
Non c’è stella in cielo, ma la vista è comunque illuminata da milioni di punti luce che definiscono ogni imbarcazione presente nella baia.
Siamo ancora lontani dalle luci della città, eppure sembra che sotto di noi si estenda una popolosa rete di abitazioni, fatta di imbarcazioni dalle forme più disparate. Si fanno l’un l’altra compagnia in questa buia notte.
Sembrano essere state posizionate una ad una, come se il mare fosse un’immensa scacchiera e ogni barca una pedina. Non so quale gioco si potrebbe fare con loro, che se ne stanno immobili mentre tutto intorno scorre.
È impressionante come riescano a stare lì, sospese nel buio, così lontane da sembrare irraggiungibili e così surreali da sembrare a un passo dalla mia mano.
Vira ancora. Taglia in due una nuvola e poi la baia, i moli e le luci della città fanno compagnia alle mille e più barche che affollano questo mare.
Non credevo potesse togliere il fiato in questa maniera. La notte completamente illuminata. Milioni di vite frenetiche, vengono impresse nella luce che Singapore regala agli avventori del cielo.
Non c’è stella in cielo, ma la vista è comunque illuminata da milioni di punti luce che definiscono ogni imbarcazione presente nella baia.
Siamo ancora lontani dalle luci della città, eppure sembra che sotto di noi si estenda una popolosa rete di abitazioni, fatta di imbarcazioni dalle forme più disparate. Si fanno l’un l’altra compagnia in questa buia notte.
Sembrano essere state posizionate una ad una, come se il mare fosse un’immensa scacchiera e ogni barca una pedina. Non so quale gioco si potrebbe fare con loro, che se ne stanno immobili mentre tutto intorno scorre.
È impressionante come riescano a stare lì, sospese nel buio, così lontane da sembrare irraggiungibili e così surreali da sembrare a un passo dalla mia mano.
Vira ancora. Taglia in due una nuvola e poi la baia, i moli e le luci della città fanno compagnia alle mille e più barche che affollano questo mare.
Non credevo potesse togliere il fiato in questa maniera. La notte completamente illuminata. Milioni di vite frenetiche, vengono impresse nella luce che Singapore regala agli avventori del cielo.


































