Tornò dalle battaglie perse e si dimenticò la strada
Poi errando si svagò vagando un po' al museo
di scienza naturale
Faceva proprio finta di sapere dove andare!
(Canzone per Natale, Morgan)
Ieri sono stata al museo di scienze naturali, e non perché volessi far finta di sapere dove andare, sapevo esattamente dove stavo andando.
Forse, è il caso che dia qualche spiegazione in più. Vediamo, potrei iniziare dicendo che sono una nerd, anzi una mancata nerd.
E' difficile a credersi se conoscete di me le sole ore della sera in cui va in scena "Futilità ed affini. Il peggio di me in atto unico." o vi fermate all'impressione dei primi 5/10 minuti (ok, per qualcuno è molto di più) in cui appaio una vera str***a.
Proverò, ad ogni modo, a dare qualche prova a conferma della mia tesi:
- adoro i supereroi, nello specifico faccio da sempre il tifo per il cavaliere oscuro. Ho divorato fumetti, visitato mostre e speso ore davanti alla TV a guardarne i cartoni animati;
- ho frequentato una scuola in cui si studiava come programmare un pc. Ci sono andata di mia spontanea volontà;
- adoro la matematica, la fisica, l'astronomia, la teoria dei giochi, e mi diverto a poter esprimere eventi più o meno importanti attraverso "i giochi";
- quando ero piccola compravo un periodico sugli insetti e non provo alcun problema a doverci convivere o a doverne affrontare uno (questo non è molto da nerd, anzi è molto da maschiaccio);
- adoro Sheldon Cooper, il Dottor Sheldon Cooper.
Credo possa bastare, altrimenti rischio di andare fuori traccia.
Beh ieri ho passato il pomeriggio al museo di scienze naturali e ho vissuto le migliori 3 ore della giornata.
Ora lasciando fuori la mostra d'arte contemporanea (dedicata a Angelo Bozzola), Bulloni e Farfalle - 150 anni di Ambiente e le altre due esposizioni, io sono stata letteralmente rapita dagli scheletri, dagli animali imbalsamati e da quelli in barattolo.
Lo so che a dirsi così sembra di avere a che fare con un mostro, ma è semplicemente prevalsa la curiosità mista all'immaginazione tipica della bambina che mi gira intorno.
Passeggiando in quelle sale, non ho potuto non pensare "se mai un giorno dovessi passare Una notte al museo, mi auguro non questo" e credo sia facile intuirne il perché.
Categoria 1. Ossa
Categoria 2. Barattoli

Ripensandoci bene c'è un'altra cosa che mi ha colpito: lo stupore.
Lo stupore di chi mi ha visto gironzolare nelle sale per ore, da sola, con la macchina fotografica e l'aria di chi stava vivendo un sogno.









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