08 settembre 2012

L'amore, il mito e la fonte di Aretusa



Giace della Sicania al golfo avanti un'isoletta che a Plemmirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia. A quest'isola è fama, che per vie sotto il mare il greco Alfeo vien, da Doride intatto, infin d'Arcadia per bocca d'Aretusa a mescolarsi con l'onde di Sicilia…
 (Virgilio, Eneide, libro III, v. 1095 sgg.)







“Amor, amor, sussurran l’acque;
a Alfeo chiama nei verdi talami Aretusa”

GIOSUE’ CARDUCCI
 (Primavere elleniche)
















“Una fonte incredibilmente grande, brulicante di pesci,
e così situata che le onde del mare la sommergerebbero
se non fosse protetta da un massiccio muro di pietra”

CICERONE (Verrine)








“….Io non cerco che dissonanze Alfeo,
qualcosa di più della perfezione.
…. Non un luogo dell’infanzia cerco,
e seguendo sottomare il fiume,
già prima della foce di Aretusa,
annodare la corda spezzata dell’arrivo”

SALVATORE QUASIMODO (Seguendo l’Alfeo)




Se avessi usato le parole della mia guida per raccontarvi questa storia, avrei deluso ogni potenziale lettore, amico o avventore occasionale. 

Ad introdurvi questa storia sono state le parole di altri, io ho solo messo su il solito collage. Spero che non sia venuto così male.

Voglio comunque darmi una possibilità e raccontare la storia nella storia, chiedo già ora umilmente scusa a chi la storia la conosce sicuramente meglio di me.

L'oggetto in questione è la fonte Aretusa, il suo mito, l'amore e le acque che ne caratterizzano la magia.

A me la storia è stata veramente raccontata maluccio, la guida non era presente al momento della visita e forse io avevo un'aspettativa troppo alta.
"Ti piacerà. Piace a tutti. E' qualcosa di magico, pensa che a un metro o poco più dal mare c'è questa fontana d'acqua dolce, una cosa che non si riesce a spiegare. Ti piacerà!" 
Così mi era stata introdotta la fonte e nel mio immaginario chissà cosa avevo costruito, non saprei spiegarlo. Infondo una fonte d'acqua dolce con tanto di papiro a pochi passi dal mare è un gran bello spettacolo.

Non so quale grande magia mi aspettassi.

L'immaginazione può volare fin troppo in alto, ma va bene così. In fin dei conti, la fonte mi è piaciuta e ne ho apprezzato la magia del mito quando ne ho letto.

In breve, il mito è il seguente:
"Aretusa apparteneva alle ninfe a seguito di Diana, trascorreva le sue giornate  nei boschi rigogliosi situati sotto il Monte Olimpo in Grecia. Era bella. Molto bella. Bella al punto da provare turbamento e rossore nel mostrarsi agli uomini. 

Un giorno, durante una battuta di caccia si allontanò troppo dal gruppo ed arrivò sola alle sponde del fiume Alfeo. La giornata afosa e le incredibili acque del fiume fecero si che la giovane avesse voglia di fare un bagno. 

Aretusa, spinta dal non essere vista e dal caldo, si tolse le vesti che poggiò sopra un tronco d’albero e s’immerse. Ebbe subito però la sensazione che verso il centro del fiume, l’acqua attorno a lei cominciasse a fremere, sembrava come se l'acqua volesse accarezzarla. Queste sensazioni la turbarono al punto da voler uscire e cercò di farlo, ma fu proprio in quel momento che il fiume Alfeo si tramutò in un bel giovane che le si mostrò con gli occhi di un innamorato.

La ninfa però presa dalla pausa riuscì a svincolarsi e a raggiungere con grande sforzo la riva, dove fuggì nuda e gocciolante. 
Alfeo la inseguì. 
Questo rincorrersi durò molto e quando Alfeo fu sul punto di raggiungerla, Aretusa chiese protezione a Diana , invocando di essere trasformata in sorgente in un luogo possibilmente molto lontano dalla Grecia.

Diana la avvolse in una nebbia, la tramutò in una sorgente e la portò a Siracusa presso l’isola di Ortigia.

Alfeo perse di vista la sua ninfa, ma non il desiderio e quando la nebbia si diradò vide come in uno specchio una fonte d’acqua zampillante ed immersa in un giardino meraviglioso. Allora capì il prodigio ed era talmente innamorato che straripò d’amore. 

Gli dei ne ebbero pietà e Giove l’onnipotente gli permise di raggiungere la sua amata, ma Alfeo dovette fare un grande sforzo, scavò un sotterraneo sotto il Mare Ionio e dal Peloponneso venne a sbucare nel Porto grande di Siracusa, accanto alla sua bella amata: Aretusa. Insieme vissero felici per sempre”.

Ora che sapete la storia, non vi resta che andare a passeggiare al tramonto lungo la fonte. Vi consiglio di farlo con qualcuno di speciale perché il mito di Aretusa, il mare e la bellezza dell'Isola di Ortigia sono qualcosa di magico da condividere.



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