24 dicembre 2011

Una cartolina per il polo nord

Non pensavo di scrivere a Babbo Natale quest'anno, in realtà non credevo che gli avrei mai più scritto eppure ho speso qualche parola su un social network, nel caso in cui anche lui si ritrovi a fare verifiche incrociate consultando profili a caso.

Intimamente ognuno di noi ha con se un desiderio che vorrebbe vedere realizzato e accantonando quelli comuni della pace, della scoperta di cure al cancro, all'AIDS e ad ogni altra malattia, la fine della fame nel mondo e ogni sorta di bene per tutti i nostri cari e non, dentro di noi si alimentano i desideri più diversi.

La cosa che più stupisce è scoprire come sempre più spesso non si hanno sogni impossibili, certo un parco macchine irragionevole o voler sposare Brad Pitt o chi per esso restano sempre desideri della serie improponibili, ma molti vorrebbero solo avere del tempo, più tempo per poter vivere.

E anche io vorrei più tempo.




Caro Babbo Natale,
quest'anno vorrei viaggiare molto di più e vedere tutti quei posti che ho cerchiato in rosso sul mio planisfero...me la dai una mano?!?! Tua devota 
Sul mio planisfero sono segnate con priorità assoluta queste località:
 - Berlino,
- San Pietroburgo,
- Istanbul,
- Gerusalemme, 
- Marrakech,
- San Francisco,
- Porto,
- Reykjavik,
- Siracusa (non per me, ma per l'amico Di Mauro),
- Tokyo.
Ora io sono pienamente cosciente che magari tutte quest'anno non si possono avere, vuoi per le disponibilità temporali, vuoi per quelle logistiche e per quelle economiche, ma se TU ti ci mettessi di impegno e io con -una qualunque cosa che mi sia d'aiuto- magari e sottolineo magari 3 o 4 su 10 potrei anche visitarle. 
Sempre tua.


E voi? Cosa vorreste dall'uomo panciuto con barba bianca e abbigliamento appariscente?





Auguri di Buon Natale a voi e ai vostri cari.

17 dicembre 2011

colazione da campioni

a differenza di quanto credano in molti, le abitudini non rendono la nostra vita meno entusiasmante o meno bella, anzi!

esistono abitudini che costruiamo giorno dopo giorno e che rivoluzioniamo attraverso esperienze più o meno importanti. a volte ignoriamo la bontà di qualcosa solo perché ci siamo rifiutati di assaggiare.
la mia curiosità non ha mai posto grandi limiti e probabilmente le mie pochissime esperienze non mi hanno permesso di misurarmi con insoliti cibi, ma una cosa è avvenuta, a un certo punto della mia vita ho smesso di dire "no non mi piace" (per partito preso, causa aspetto del cibo o per via della sua natura) e così ho iniziato a rispondere "certo, voglio assaggiare"

- le conseguenze potete immaginarle - 

le mie abitudini alimentari sono state stravolte e hanno subito una trasformazione non da poco. 

e così mi ritrovo a scegliere molto spesso il gelato al pistacchio (sempre negato causa colore transgenico), a voler mangiare giapponese una volta a settimana, ma non mi nego nemmeno la possibilità di mangiare un qualunque crostaceo, mollusco o affini (che nella mia precedente vita erano un tabù), caffè solubile in tazza gigante o tè al mattino (cose inimmaginabili qualche anno fa), e potrei continuare all'infinito. 

il punto: la colazione.

sabato mattina. domenica (orari imprecisati nella vita da studente). giorni di ordinaria nullafacenza.
hanno tutti una cosa in comune: la colazione dalla durata infinita. 

l'aspetto più caratterizzante di questa abitudine è quanto sia rassicurante. 

in quanto abitudine, tendiamo a credere che sia una cosa standard e forse per certi versi lo è!
basti pensare a come a seconda delle età si consolidino determinati aspetti ed altri vadano col tempo a svanire. 
esistono poi i contributi di tutti coloro con cui abbiamo condiviso almeno una colazione e che ci hanno contaminato con una cosa piuttosto che un'altra e hanno deviato la nostra abitudine, rendendola l'abitudine meno statica che si possa avere.


fette biscottate burro e marmellata (retaggio familiare)


tutto il resto costruito giorno dopo giorno




12 dicembre 2011

uno spirito da commedia

con molto tempo a disposizione, milioni di cose importanti da fare, una qualunque giovane donna preferisce all'azione un film, una commedia romantica-americana-dolce ma non troppo che alimenti la sua capacità di procrastinare.
una commedia di quelle con una ragazza, un amico/fidanzato/amante, l'immancabile cattiva/stronzo di turno, dissapori e malintesi, qualche bacio, dichiarazioni d'amore strampalate e un personaggio buono, solitamente una sorella/fratello/amico di infanzia. tutte queste banalità riempiono milioni di minuti di commedie.


cosa può più di ogni altra rendere la vostra giornata una commedia romantica interpretabile da una Jennifer Aniston o una Cameron Diaz?!?!?

la risposta è semplice, munitevi di carte e penna, dal canto mio cercherò di fornirvi tutti gli ingredienti per la realizzazione di questa magica atmosfera, cercando di seguire un ordine (ma sono certa che voi già sapete che il mio ordine ha una sua dimensione) :

- tempo, che sia un giorno o un week-end non importa, ma non superate la settimana, incorrereste in cattive abitudini difficili da perdere,
- 1 o 2 bottiglie del vostro vino preferito, in realtà va bene qualunque superalcolico, ma il vino è sempre molto chic,
- linea telefonica dedicata all'amica/sorella, ovvero la possibilità di comunicare con chi amate nel più  breve tempo possibile,
- maltempo, così tutto acquista un'aria più romantica, per questo è indicato un periodo di piogge fitte e nebbia.

Vi direi di aggirarvi per casa in abbigliamento anti-uomo, ovvero pigiamone di pile, ma come le commedie americane insegnano non sappiamo mai chi potrà bussare alla nostra porta, quindi se optate per un abbigliamento trasandato&comodo assicuratevi almeno di avere il trucco in dose minimo&indispensabile e dei capelli puliti. Mettete della musica, per una volta non morirà nessuno se non guarderete la TV! Scegliete del buon jazz, fatevelo consigliare dall'amico esperto, ne abbiamo tutti almeno uno, in alternativa chiedete a me e vi metterò in contatto con il mio jazz-man.  Fate tutte quelle cose che non fate mai o che fate con una certa riluttanza, della serie riordinare l'armadio o quel cassetto che accoglie ogni forma non collocabile all'interno della vostra stanza, leggere quel libro lasciato a metà. Insomma fate piccole cose, non impegnative, ma che vi facciano rilassare e vi mettano addosso un certo buon umore.
Per il resto trascorrete la vostra giornata accompagnando ogni vostra azione con il bicchiere giusto, se avete un calice per il vino la scena sarà ancora più completa, ma ripeto un margarita, un daiquiri o una vodka andranno comunque bene.

Se vi doveste sentire stupide pensate a tutte le volte che avete visto una scena del genere in un film e vi siete dette perchè io non ci penso mai??!?!

e se alla vostra porta non avrà bussato nessuno o solo la vicina anziana per chiedervi di darle l'acqua alle piante o se avete visto il suo gatto, non scoraggiatevi perchè infondo avrete dedicato un intero giorno a voi stesse e un giorno così non è mai sprecato quando voi e il vostro mondo avete un ritmo sfrenato.























suggerimenti sull'accessorio indispensabile per la realizzazione di questa magia



10 dicembre 2011

e se finisse la musica?


manca qualcosa. manca sempre qualcosa.
manca il caffè la mattina quando decidi di prendere il primo a casa. manca l'ombrello quando hai fatto tutte le scale e resti nel portone a guardare la pioggia. manca l'amica con cui condividere il momento di turno. manca un buon libro quando sei in treno. manca qualcuno nella sala d'aspetto che ti aiuti a superare l'agonia dell'attesa. manca sempre una sedia quando organizzi una cena, e manca il pane quando realizzi che avresti dovuto comprarlo. manca il sonno quando devi riposare, e manca un rifugio per poter dormire quando sei stanco. manca l'odore della pioggia d'estate. mancano le risate degli amici quando rientrate a case al mattino. mancano i pasti notturni. mancano cose improvvise e inaspettate.
manca sempre qualcuno al nostro risveglio.
manca sempre qualcosa. a volte non sappiamo di preciso cosa sia, sentiamo semplicemente la sua assenza.




E' uno strano dolore...morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.
A.B.











04 dicembre 2011

i pacchi ai tempi della raccolta differenziata

cioccolato - tè - biscotti - taralli - abiti nuovi - accessori vari - qualcosa di cucinato - ancora vestiti -qualcosa di definitivamente inutile -

a chi non è mai capitato di scartare un pacco?
si proprio un pacco, uno dei famigerati pacchi preparati da una mamma, una sorella o una zia che con tanto amore, sapendovi lontani da casa decide di inviarvi un pò di cose.

L'effetto che questi pacchi hanno sulle nostre vite è di due tipi: immenso e profondo amore, una sorta di commozione nello scoprire con quanta cura vi hanno pensato e poi lo smarrimento. eh si, ho scritto proprio smarrimento. questo perchè dopo aver scartato il pacco, riordinato il tutto mentre mangiate già parte di quanto contenuto, la classica è afferrare un biscotto tipico o i taralli o aprire la cioccolata*, dovete scontrarvi con la dura realtà: lo SCATOLONE e il suo IMBALLAGGIO. e qui sopraggiunge lo smarrimento di cui sopra.

Fino a qualche anno fa, pochi o nessuno si preoccupava di separare la carta dalla plastica e lo smaltimento dello scatolone avveniva con tempi lunghissimi. Potevano passare giorni prima che uscisse di casa.
Oggi, dopo aver riposto le cose o semplicemente dopo aver diviso il cibo da tutto il resto, lo sgomento sopraggiunge per la divisione dei materiali...e già vi vedo lì seduti sul pavimento a fissare lo scatolone, la carta da imballaggio e il quantitativo di scotch usato.

Lo so, perché a mie spese qualche giorno fa ho fatto i conti con un paio di pacchi. e li ho fissati per quasi 15 minuti cercando di capire come avrei dovuto agire nei loro confronti.
dopo circa 5 minuti spesi a pensare che la forza del pensiero in certi casi sia una soluzione efficiente ed efficace, mi sono arresa e seduta a gambe incrociate ho iniziato la divisione dei materiali. 15 minuti dopo, avevo finito: carta e cartone da un lato, scotch e plastica dall'altro e poi ciò che non sono riuscita a dividere.

Per un pò mi sono sentita una paladina dell'ambiente, ho anche pensato fra me e me chissà l'amica ecologista come sarebbe fiera di questa divisione. la riflessione ultima però è stata che dovremmo essere più attenti, sprecare meno materiali, riutilizzarli nel modo giusto e smaltirli come si deve. e  le mamme non devono smettere di inviare questi pacchi pieni di amore, magari stare anche loro un pò attente!




mucchietto di carta su pavimento torinese



*la mamma di una cara amica era solita mettere nel pacco tavolette di cioccolato dai gusti insoliti e nuovi. è grazie a lei se abbiamo avuto il piacere di assaggiare il cioccolato alla menta.



29 novembre 2011

- brindo a un pò di cose -


Ten decisions shape your life, you'll be aware of 5 above…

Spero di poter smentire questa frase degli Strokes.
Perché se così non fosse, queste 5 decisioni le avrei già prese in questi lunghi anni
Grazie a tutti quelli che ci sono stati anche solo per un minuto, un’ora, un giorno
Alle contrade e ai tamburi, al folklore, alla piazza più bella del mondo, ai sampietrini che hanno distrutto le mie scarpe

Alle coinquiline e compagne di stanza (Chiara, Luisa, Alice, Cate) che porterò nel cuore!
Ai libri prestati, suggeriti, rubati a qualche amico… e alla musica che altrimenti non avrei mai conosciuto
Agli aperitivi, alle feste di compleanno, alle cene improvvisate, ai concerti mai ascoltati, alle mattine insonni in cui le lezioni erano alle 8, alle fatidiche frasi del tipo esco ma non faccio tardi, se bevo bevo solo una cosa, ieri è stata l’ultima volta

Ai treni, agli autobus , ai taxi che mi hanno portato da una parte all’altra del mio piccolo mondo,
alle valige mai troppo piene e sempre fatte troppo di fretta

A tutte le volte che avrei voluto essere qui
Alle cene fuori, agli americani del Diacceto, ai panini del San Paolo, alle birre da Rosi, all’imbevibile caffè della facoltà, alla tagliata di San Gusmè, al 1 maggio di ogni anno, alle feste in collina, al Bao Bello

A tutte le volte che qui mi sono sentita a casa
a tutte le volte che non avrei voluto nulla di più se non essere con questa famiglia adottiva
a tutte le volte in cui ho creduto che cadere non sarebbe stato così male se ad alzarti c’era la mano di un amico

grazie a tutte queste cose!




profilo della piazza dalla curva di s. martino

















duomo



torre


24 novembre 2011

Dei giorni un agguerrito lemure

08.08.2011
h. 00.00
from ...
" Ma come piove?!
 Può succedere di tutto
 ma in un letto a 5 min
 da qui ci sei tu...notte"



Altro giorno, altro mese, altra ora.
Quella scheda forse non esiste nemmeno più.
Fuori non piove e non è notte inoltrata.
La città è un'altra, lo stato è un altro, ma l'inquieto che siede accanto a me è lo stesso sempre lui/lei.
Lo vedo sghignazzare come in quelle notti lontane. Beffardo ride dei timori e a mò di saccente maestro ripete "eh io lo sapevo" e adesso, come allora, io non saprei proprio che pesci prendere con lui/lei.

Probabilmente ha ragione. Probabilmente è solo un istigatore.

Chi mi ha inviato quel messaggio, non è in un letto a 5 min da qui, non è ne in un letto ne a 5 min da qui...
ma va bene così, dovremo abituarci. Prima o poi, eravamo pronte al prima o poi e ora a quello/a lì direi "sai che c'è? c'è che a noi facile non piace, a noi se non sentiamo tremare la terra sotto i piedi nulla ci fa sentire vive. A volte è dura. A volte molleresti tutto, ma noi quelle volte stringiamo ancora più forte i denti."

E sarà freddo in certe case che non sono più a 5 min, ma la terrà sotto di loro trema e sarà bellissimo.
Saremo ancora una volta vive e ci saremo messe in gioco.
E ne sarà valsa la pena!

















cucciolo di lemure...
il mio animale "domestico" preferito.





20 novembre 2011

Vergognosamente felice

Prendi una città in cui non sei mai stato, mettici impegni più o meno istituzionali, un amico che ti ospita, un'amica che ci lavora. Fai in modo di riviverli dopo anni di incontri rimandati. porta abiti inutili in un borsone scomodo. Lascia la tecnologia a casa. Cappello salva freddo. Aggiungi un pizzico di seconde volte, dai una seconda chance alla cucina cinese, alla cucina giapponese, alle tassiste donne e agli avventori dell'ultima ora. Fai in modo di arrivare già stanco al venerdì, quando cambierai città solo per una notte. Incontrare l'altro componente dello strambo trio in stazione. Concerto alle 21. Aperitivo senza cena, anche se un MUST in certe occasioni. Vivi la notte più corta della tua settimana causa distorsione temporale. Immancabile piatto di orecchiette notturno. La migliore dormita della settimana. Riparti nel caos.

Lascia alle spalle pensieri inutili. Della stanchezza ricordatene solo sui mezzi, taxi, bus e treni. Dormi ogni volta che puoi. Porta della musica. Porta grandi occhiali da sole.

Sorridi ripensando al giorno prima, alla notte prima. Lascia che chi ti circonda non sappia cosa ti passa nella testa, ma lascia che intuisca che grande giorno, che grande notte.

Porta sempre dell'acqua e una mela.


Agita tutto e versalo nella macchina fotografica o se preferisci lascia che la matita scorra veloce sul foglio bianco.



02 novembre 2011

Un piccolo gesto per la perfezione

avete mai aggiustato il nodo della cravatta del vostro lui o di vostro padre o di vostro fratello?

è uno dei gesti più belli che io conosca, un'attenzione nei confronti di chi amiamo che facciamo senza nemmeno soffermarci ad assaporare la sua bellezza. credo che la stessa sensazione sia data dall'aggiustargli il collo della camicia.

sei lì, a un passo da lui, dal suo volto, senti il suo profumo e tutte le tue energie, la tua attenzione, la tua DEVOZIONE sono dedicate a lui.

gli eventi sono sempre gli stessi: un matrimonio, una comunione, una cena importante, magari una laurea. e lui chiede a te, che gli passi di sfuggita accanto, con ancora mille cose da fare, ma già col tuo vestito nuovo addosso, di aggiustare il nodo della cravatta. si, la cravatta. la più grande nemica di alcuni uomini.

lui non ti guarda negli occhi, probabilmente guarda la sua figura riflessa nello specchio. e tu, tu guardi il leggero movimento delle tue mani. sono movimenti delicati, come se stessi accarezzando una creatura e l'unica cosa a cui pensi è l'attenzione dei tuoi gesti.

una volta che hai finito, lo fissi come se fosse un'opera d'arte e soddisfatta sorridi. lui non ti guarda ancora, probabilmente guarda ancora quanto riflesso dallo specchio e tu affermi: "ora è perfetta!"

non che sia consuetudine, ma dopo un gesto così intimo, io mi aspetto sempre un bacio sulla guancia, come se anche lui volesse suggellare l'intimità del rituale.

a seconda del padre, fratello o amante, tutte noi almeno una volta abbiamo reso qualcuno perfetto e ricevuto un bacio da favola.


25 ottobre 2011

Devendra Banhart

un po' hippy, un po' profeta, santone orientale, intellettuale, scrittore, cantante che per non dimenticare le melodie che aveva nella testa, nel cuore della notte chiamava gli amici, registrando motivetti sulle segreterie telefoniche a cui accompagnava un messaggio affinché non venissero cancellate.

quest'uomo è dall'altra parte del mondo e ha una voce incredibile. probabilmente non si prende troppo sul serio eppure affascina. capelli lunghi come un hippy, occhialini dalle forme più disparate che gli danno l'aria dell'intellettuale inglese. barba o baffi, mai un volto troppo pulito anche se sbarbato. a tratti sembra uscito dagli anni '70. truccato come un indiano. a volte canta in spagnolo. sembra non abbia una identità chiara.

è un pò che non faccio altro che ascoltarlo.

probabilmente soffre di doppia personalità... se ascolti canzoni come bad girl o brindo ti accorgi di avere di fronte a te una personalità combattuta, anzi no, sospesa tra due mondi, ma questo lo pensi anche se ascolti foolin e se riesci a trovare il sottile filo rosso che collega il video al testo è fatta: hai la chiave di lettura del suo lavoro.



foolin
bad girl
santa maria de feira
baby
owl eyes
brindo
lover
now that i know
i remember
carmensita

questa la lista delle 10 che preferisco


Devendra Banhart by Michael  Booger

21 ottobre 2011

Last night

"è strano come puoi svegliarti e non sapere come va la giornata... ottanta, novanta, mille giorni passano senza che succede niente e poi all'improvviso...ciao!"

la battuta di un film che sintetizza senza troppi fronzoli come un giorno tutto possa cambiare.
film triste, di quelli che lasciano l'amaro in bocca e la tristezza negli occhi di chi lo guarda.

consigliato nei giorni di pioggia, quando tutto il pomeriggio è speso a letto con la felpa e il cappuccio tirato sulla testa. cioccolato fondente. da non guardare se si ha un marasma interiore.








18 ottobre 2011

Quello che dell'Inghilterra ho portato a casa

Qualche giorno fa, mi è stato chiesto cosa mi fossi portata via dall'Inghilterra e io ho fatto riferimento alle persone, all'ambiente mutlticulturale in cui ero, insomma all'aspetto umano della realtà con cui mi sono confrontata.

Però ripensandoci bene, mi sono portata a casa molto di più.

Ho scattato poco più di 2000 fotografie, che credo non abbia visto nessuno a parte me e non chiederei a nessuno di vederle tutte, immaginate l'allegria dello/degli spettatore/i?!?!?!
"Siamo alla diapositiva numero 1567, come si può notare ancora un'immagine dell'Isola di Wight" (nota: sarà stata l'immagine n.100 dell'isola)
Quindi non posso dar torto a chi ha accuratamente evitato di chiedermi di mostrare le foto della vacanza-studio.

Ora, senza divagare più del dovuto, posso affermare di aver portato via dall'Inghilterra molto di più.

Una serie indiscussa di nuove abitudini che si sono andate a sommare ai riti giornalieri, qualche gadgets e il piacere di aver inviato qualche cartolina .

Nell'ottica che nessuno vedrà mai tutti gli scatti inglesi, continuo ad usarli come testimonianza di quello che ho visto, fatto, sentito, mangiato, ovviamente il tutto accompagnato da ampollose didascalie per non deludere gli amanti del genere.


Per iniziare ho portato a casa una strada, Albert Road. L'ho percorsa tutte le mattine e tutti i pomeriggi per 5 settimane. Il ricordo di questa strada è accompagnato da qualche immagine delle insegne dei negozi, dei locali e pub che la costeggiano. Purtroppo non ho fotografato il mio negozio preferito: un barbiere per uomo, dagli interni rossi e alle cui pareti sono appesi vinili e pagine di fumetti a mo di quadri.
Di questa strada, ho impresso nella memoria il pout pourri di odori, delle mille spezie dei diversi ristoranti orientali. E i tavoli dei pub sui marciapiedi.



15 ottobre 2011

letto (bolognese) a 3 piazze

letto a 3 piazze...
Bologna riserva sempre sorprese inaspettate. 


è da quando sono sveglia che non riesco a smettere di pensare a questo film...
il fatto è che stanotte è stata una notte movimentata...
non che si sia presentato alla porta un marito scomparso per  anni a reclamare un posto nella mia vita...
piuttosto è stato un pezzo di presente a prendere prepotentemente spazio...
Non so se sia mai capitato anche a voi,ma dopo una lunga assenza dalla vita il TUTTO sembra che voglia prendere il suo spazio...quello, per l'appunto, negatogli di recente...
inizia la corsa, quel giro di giostra che freneticamente ribalterà più e più volte la clessidra che scandisce il tempo della mia vita....

voci di corridoio, insinuano la possibilità di condividere questo tutto con  una quarta, dalla personalità prorompente e a tratti indiscreta nell'eccessivo tentativo di dare amore!

il rischio è l'eccessivo amore 
non mi abituerò mai alla capacità di dare amore dei cani,
l'indipendenza dei gatti si è insinuata con fascino nelle mia abitudini...  

parole chiave: disordine e pensieri sparsi

17 settembre 2011

Insieme a te non ci sto più

15.09.2011

seduta sul mio sgabello girevole. plastica dura. bianca. Imbronciata come sempre, la frangia troppo lunga lascia poco spazio per i miei occhi, anche se tu riesci benissimo a fissare i tuoi nei miei. seduta, lascio che le tue parole mi investano. saccente, giudizi e scalpitanti attacchi verbali investono la mia minuta figura. Sembra che la luce voglia reggere il tuo gioco e mi ritrovo nell'unico punto illuminato della stanza. mi do la spinta col piede e inizio a volteggiare lentamente, gesto consueto che ricorda la mia infanzia quando passavo pomeriggi estivi sull'altalena del parco...

secondo dopo secondo sento i tuoi occhi sempre più prepotenti.

parli piano. Pausa. sigaretta. riprendi, ancora una parola e potrei svenire

sento la testa pesare più di un macigno.ora non sono più i tuoi occhi ad essere prepotenti, ma le tue mani. fermi questo valzer, porti il mio sguardo a te, lunghi capelli all'indietro. stringi i tuoi pollici sulle mie guance e baci il trucco che le lacrime hanno silenziosamente sciolto. così vicino riesco a sentire ancora quell'odore di buono. il tuo. il mio. costante di questo giorno d'addio.
















23 agosto 2011

London calling - " Londra si sta allagando e io vivo presso il fiume"

20.08.2011
09.00 circa
appunti a matita su una vecchia agenda
biglietto del treno troppo piccolo per scrivere




Il treno questa volta è quello che mi sta portando a Londra, al mio fianco l'amica fidata, e una nuova compagna di viaggio...   

La musica è quella che ho consumato nei momenti che contano. E nella memoria ripesco le sensazioni che ha lasciato. Impercettibile traccia del passato. Giorni spesi a riascoltare un vecchio CD. Giorni in cui Thom gira nella mia mente e la sua voce non  mi abbandona. Riascoltare un vecchio CD è un pò come ritrovare nell'armadio quella vecchia t-shirt che non hai voluto buttare, che hai rovinato facendoci un pò di tutto...dall'uscirci al dormirci quando troppo stanco per spogliarti...alle pulizie di domenica mattina, quando tenere il pigiama è vergognoso, ma non vuoi perdere la tua identità ... beh, quella t-shirt la sto portando con me, ormai è il mio portafortuna, indossarla mi fa sentire a casa anche se dormo nel letto di un'estranea o in un albergo...

La musica sapete già qual è, Pablo Honey, uno dei miei dischi preferiti, uno dei migliori...

...le mie compagne di viaggio dormono già da un pò, mi sa che raggiungerò morfeo anche io...
  
_________


Dopo averla vista, non ci sono parole...
Posso solo dire che due giorni non bastano, anche se abbiamo deciso di camminare il più delle volte! 
In due giorni abbiamo però capito che a Londra vogliamo tornarci. Due giorni alimentano solo la curiosità che questa città è in grado di suscitare... 
entrare dove non abbiamo potuto...
perdersi tra vecchi palazzi ormai circondati, oserei assediati, da nuove costruzioni...
prendere il tè non ci è stato concesso...
trovare il tempo per poterci fermare un attimo e realizzare che è Londra e  che può darci più di quanto noi stesse siamo disposte a chiederle...


Come di consuetudine la macchina fotografica sempre in mano!
Le foto non sono delle migliori... troppo stanca, troppo distratta...ad ogni modo ho provato a catturare qualcosa... 

Quello che di Londra più mi ha impressionato, affascinato, ispirato...
quello che di Londra non voglio dimenticare...


 

n.1 colazione da campioni

 n.2


n.3



"Love is in the air
everywhere I look around..."
n.4


n.5


Visioni notturne
n.6


Margherita accompagnata da vino rosso...
ma siamo in UK?!?!??!
n.7


"quella di ieri sera è stata una serata difficile, e le mattine delle serate difficili sono ancora più difficili delle serate difficili che hai vissuto il giorno prima..."

si necessita di una colazione adeguata
n.8


n.9

n.10



Mossi i primi passi con le vans...
n.11





I'm late
I'm late
For a very important date...
n.12



Madonna's bustier 
1990 - Blonde Ambition 
n.13



n.14