15 ottobre 2020

« No, ma ci sto provando » disse la bella lavanderina

Yeah I tried to get it off my mind 
to leave it all behind 
don't wanna make it worst 
I'm gonna make it work*

Pochi versi di una canzone che fino a qualche giorno fa non conoscevo. E che in realtà adesso sto consumando fino ad odiarla e allo stesso tempo non riesco a farne a meno.

La determinazione in queste poche parole è disarmante come solo alcuni sentimenti sanno esserlo... 

Ci abbiamo provato tutte, tutti. A lasciare qualcosa dietro di noi, a fare del nostro meglio per non rovinare tutto ma soprattutto affinché le cose funzionassero. Ma non mentiamoci, c'è sempre qualcosa che va storto, che non governiamo, che alla fine si infrange contro le nostre convinzioni e distrugge il castello da sogno che abbiamo costruito.



L'ultima volta che ci ho provato non la ricordo, forse perché ci provo troppo spesso, forse perché mi illudo che dare una chance sia sempre un'ottima idea o stupidamente credo che dare una chance ad un altro, sia fondamentalmente dare una chance a noi stessi. E non funziona proprio così. 

06 ottobre 2020

Un essere infinito imprigionato in una piccola scatola

 I pensieri scorrono velocissimi, come se dotati ognuno di vita propria, si accavallano gli uni agli altri alimentando inanimate nuvole di fumo.

Il tema del momento non è dei miei preferiti, tutti a preoccuparsi di scadenze non proprie. Tutti a ripetere che "è tardi!" come se fossero posseduti dal Bianconiglio. Le loro parole corrono frenetiche come i miei pensieri e grazie a Dio le sento a fatica, lontane, come se si perdessero nell'etere.

Eppure qualcuna inciampa nelle mie nuvole di fumo e qualcosa di simile a una strana tristezza tinge il cielo sulla mia testa, cosi sono costretta a riesumare una o più di quelle abitudini capaci di mettere spazio fra me e tutto il resto. 

Faccio respiri lunghi, prendo delle piccole pause, approfitto del cioccolato che non dovrei. Isolo pensieri e parole.

Non ci sei.



11 settembre 2020

Toujours un mais

Non ero mai stata a Parigi prima di quel viaggio di lavoro nel 2014. Ci sono stata meno di 48 ore, un classico delle trasferte di quegli anni.

Ricordo che siamo stati ricevuti in un ufficio sugli Champs Elysee, a pochi passi de l'Arc de Triomphe. Grandi finestre che davano sui tetti e sulle terrazze circostanti. L'albergo dove dormivamo era in una stradina vicina, ovviamente la mia camera era una piccola mansarda con microscopica finestra, bagno senza bidet (assente immancabile) e un letto alla francese. Ricordo che nella pausa tra la riunione e la cena, mi precipitai a piedi a vedere la Torre Eiffel. Impiegai un tempo lunghissimo per raggiungerla, e non perché fosse particolarmente distante, ma semplicemente perché cercavo di riempire al meglio i miei occhi affamati. Scattai una foto a mio dire bellissima con un vecchio samsung. 

Ancora oggi, guardandola credo sia una delle migliori che abbia mai fatto ...


In quel momento, non avrei mai potuto immaginare che di li a qualche anno sarei passata per Parigi un giorno a settimana. In quel momento, non avrei potuto immaginare che di li a qualche mese sarei stata in una condizione di viaggio perenne ... Istanbul, Copenaghen, New York, Dakar, Tel Aviv, senza contare le città italiane in cui scappavo per vedere la mia famiglia o le mie amiche.

02 settembre 2020

Buona notte Mondo.

Apro gli occhi, mi guardo intorno, è ancora troppo buio per alzarsi. Allungo la mano e dalla mensola vicino al letto prendo il cellulare, sono le 3h15. Cazzo. Sono sveglia. Di nuovo. Non posso credere che l'insonnia abbia preso di nuovo il controllo, erano mesi, anzi anni che non si faceva cosi prepotentemente sentire. Sono ormai 3 notti che dormo a spizzichi e bocconi. La prima volta mi sono detta che era stata colpa della pizza. Una cena pesante mi sembrava la motivazione perfetta a questa manifestazione antipatica. La seconda notte ho pensato che fosse un caso, semplicemente un caso. E poi è arrivata la terza notte insonne e anche per quella non avevo spiegazione cosi mi sono rimessa al pensiero della povera Agatha secondo la quale «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Quindi, bentornata insonnia.

Ora, non so come voi passiate le vostre notti insonni, ma io ci soffro moltissimo soprattutto se non sono a casa mia come in questo periodo. Prima di tutto perché adoro dormire e potessi dormirei di quei sonni profondi da far impallidire la Bella Addormentata. Sicuramente sarei una persona migliore. In secondo luogo, mi mancano le mie cose per potermi distrarre e passare la notte attaccata al cellulare non è un piano che mi faccia impazzire.