Pochi versi di una canzone che fino a qualche giorno fa non conoscevo. E che in realtà adesso sto consumando fino ad odiarla e allo stesso tempo non riesco a farne a meno.
La determinazione in queste poche parole è disarmante come solo alcuni sentimenti sanno esserlo...
Ci abbiamo provato tutte, tutti. A lasciare qualcosa dietro di noi, a fare del nostro meglio per non rovinare tutto ma soprattutto affinché le cose funzionassero. Ma non mentiamoci, c'è sempre qualcosa che va storto, che non governiamo, che alla fine si infrange contro le nostre convinzioni e distrugge il castello da sogno che abbiamo costruito.
L'ultima volta che ci ho provato non la ricordo, forse perché ci provo troppo spesso, forse perché mi illudo che dare una chance sia sempre un'ottima idea o stupidamente credo che dare una chance ad un altro, sia fondamentalmente dare una chance a noi stessi. E non funziona proprio così.
Ho riempito la parete di bellissime immagini scattate in viaggi più o meno lontani. Ho dato una chance alla ragazza che vedo ritratta ogni volta che ha voluto. Ma qualcosa è andato storto. Sono giorni che sta sul divano a fissare la cucina difronte a lei. So già cosa state pensando, le consigliereste tutti di uscire più spesso, come se lo stare fuori potesse riempire il vuoto.
Non è questione di dentro o fuori, di esserci o meno, di viaggiare e potersi spostare. Semplicemente si arriva a un'età in cui non è poi così semplice incontrarsi. Puoi anche avere milioni di cose bellissime da condividere, saperti prendere cura di te stesso e/o degli altri, ma importa poco se non c'è qualcuno disposto a fermarsi un momento e ad ascoltare quello che hai da dire & se l'altro ha la volontà di raccontarsi, perché non nascondiamolo ma bisogna essere in due per incontrarsi, la volontà di uno non basta.
Mi capita a volte di fare questa discussione sull'incontrarsi e l'importanza di essere due con un amico, che umilmente ha definito i suoi gusti quelli di un utente "Amazon basic" mentre a me, ha gentilmente attaccato l'etichetta di "Amazon prime", - probabilmente riconoscendosi nella lettura riderà molto e sono certa che il suo ego ne risentirà positivamente - . Ebbene l'ultima volta che abbiamo affrontato questo tema, oggetto dell'essere basic o prime era legato ai gusti e alle possibilità in termini di vino, dove purtroppo lui, povero piccolo, non potendo bere vino rosso non conosce il gusto corposo, caldo e deciso di alcuni fra i vini più buoni al mondo. Scherzandoci su, mi ha fatto notare come potrei spingerlo con poche parole a bere un bicchiere di rosso anche se questo equivarrebbe a un giro in ospedale per lui. A suo dire, ho tutti gli argomenti e le capacità per persuadere qualcuno. Di mio ho risposto che se così fosse, allora dovrei essere quantomeno accompagnata da chiunque io desideri e non è così.
Come è facile intuire, mi ha liquidata dicendo che ci vuole diplomazia nella vita e che sono una bella persona così come sono, primo o poi arriverà qualcuno per restare. Mi ha fatto sorridere, e molto, ma soprattutto, mi ha ricordato di una scommessa fatta con un altro amico e che di questo passo finirò per perdere. Già mi vedo a passare le mie future vacanze estive a lavorare in un bar, non che la cosa mi spaventi o che non lo abbia mai fatto, c'è stato un tempo in cui ho imparato a fare un discreto negroni sotto lo sguardo critico dei compagni d'università, ma questa è un'altra storia e un'altra vita. Ritorniamo alla mia scommessa e al fatto che potrei perdere, non mi dispiacerebbe lavorare per il mio amico, certo non mi lascerebbe avvicinare al bancone neanche per sbaglio e le sue preziose bottiglie sarebbero solo un lontano miraggio, ma sono sicura che apprezzerebbe il mio perenne buon umore e la capacità di parlare anche ai sassi. Probabilmente, anzi sicuramente i primi tempi sarei rilegata alle pulizie, ma infondo queste non hanno mai ucciso nessuno e ci sono periodi in cui le trovo estremamente terapeutiche.
Scherzare sulle paure è una delle cose che mi riesce meglio, mi aiuta a renderle accessibili e a sfidarle, questo è ciò che mi ha spinto a scommettere su qualcosa di estremamente intimo e a farmi giocare il mio tempo, la cosa più preziosa che ho. Non amo scommettere, non amo il gioco d'azzardo in generale eppure sono affascinata dalla roulette russa e non mi sono tirata indietro quando un giorno d'estate mi sono giocata un mese di vacanza.
Sinceramente, non so se potrò mai vincere qualcosa nella vita, sono dell'idea che non ci credo e non lo desidero abbastanza intensamente e questo inevitabilmente mi porta a perdere.
Ed è così anche per la questione dell'incontrarsi, forse non lo desidero abbastanza, ma ci sto lavorando.
*Girl in red - Rue

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