25 marzo 2013

Ricordi impiastricciati


Non lo so, ma mi fa strano scrivere il giorno del mio compleanno.

Non che io abbia intenzione di fare il punto della situazione, ma ci sono diverse cose di cui mi piacerebbe parlare oggi. E sono tutte cose molto belle, positive, cose che uno non si ferma troppo spesso a guardare ma che hanno un loro perché.

Come ho scritto un bel pò di tempo fa, manca, manca sempre qualcosa... e questo credo sia inevitabile, ma e c'è un MA gigantesco, ci sono così tante cose a colmare queste mancanze che poi alla fine non ci pensi più e sorridi, si nonostante tutto sorridi e ti godi la vita con tutti i suoi giorni grigi e le sue sfumature d'azzurro.

18 marzo 2013

Il destino di un pesce e di una bici #7

Le prime parti le trovate qui, capitolo per capitolo 

(Parte 1a  Incontri #1 )


Apre. In automatico, come se il suo corpo avesse smesso di prendere ordini dal cervello e decidesse in completa autonomia.

È lui.

Cosa vorrà dirle? Non gli è bastato l’ultima volta non presentarsi? Nessuna spiegazione.
Si sente in diritto di poter apparire e sparire come gli oggetti di scena di un mago. E lei, lì che si è illusa milioni di volte, fra milioni di stelle a farle compagnia, sperando che quella fosse la volta giusta. La volta buona che lui decidesse per sempre. Ma lei dimentica, e con quanta facilità, che lui è proprio come lei. 

Irrequieto. Incostante. Volubile.

15 marzo 2013

Irrequieta e imperfetta. Si descriverebbe così #6


Le altre parti le trovate qui ( Caffè nero e rivelazioni #5 )


È un periodo strano per prendere decisioni. Il mondo intero le sta suggerendo di aspettare: chi, cosa e perché non le è dato sapere. Aspettare, come se per lei fosse facile. Troppo inquieta. Troppo irrequieta. Non è mai riuscita a mantenere l'aplomb. Peccato, le sarebbe piaciuto. “Essere perfetta” o comunque senza macchie, esattamente come tutti gli altri. A volte si domanda se non sia questo il problema principale, questo fortissimo desiderio di essere esattamente come tutti gli altri.
Come può domandarselo, lei?

05 marzo 2013

Caffè nero e rivelazioni #5


Parte 1Incontri
Parte 2 Musicanti balcanici al suo seguito
Parte 3 Una smisurata tristezza
Parte 4 Equilibrio precario e scarpe nuove


Seduta al tavolino di un bar manda giù, a piccoli sorsi, caffè nero in tazza grande. C’è il sole, e, nonostante la temperatura rigida, stare fuori è piacevole. Ed eccola lì, seduta in una piccola stradina, poco frequentata, a godersi il sole invernale e il primo caffè della giornata. 

Il tavolino alla sua destra è vuoto, mentre quello sulla sinistra è occupato da un anziano signore, che sembra dormire al sole e goderselo come solo lucertole e gatti sanno fare. Incurante del mondo, con una mano a tenere il bastone e l’equilibrio.