Ci sono giorni che nulla sembra possa metterti di buon umore. Eppure accade che qualcosa di impercettibile, di mai notato prima possa contaminare la tua vita con una dose di positività inaspettata.
Sono le piccole cose a renderci migliori, a rendere migliore la qualità della nostra vita.
Sono cose che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi o più semplicemente sono cose che da sempre sono lì e che non abbiamo notato prima solo perché troppo intenti a correre dietro a chissà quale obiettivo.
Lo so che avranno riflettuto su ciò molti altri prima di me senza essere banali o prolissi, ma è da un po' che nella mia strada accade una cosa insolita che ha il potere di mettermi di buon umore, di dare alle giornate, alle serate alle nottate un sapore migliore. Una cosa che ha la capacità di stamparmi in faccia un sorriso e lasciarmi di buon umore come se si compiesse una magia.
Mi lascia addosso la stessa sensazione provata alle 6 del mattino mentre tornavo a casa dopo una serata tra amici, una di quelle serate in cui il mondo può anche fermarsi tanto tu non te ne accorgeresti.
Quella sensazione che ti porta a pensare che dei giorni il cielo sia più azzurro del solito e che ciò sia visibile solo a chi come te è felice.
E' una sensazione strana, sai che non durerà a lungo ma con tutte le tue energie cerchi di trattenerla a te, cerchi con tutta la tua forza e il tuo volere di intrappolarla, di poterne fare un amuleto da avere sempre a portata di mano.
Ti senti come appena sveglio dopo una notte incredibile, dopo una prima volta che aspettavi da un po'. Sorridi mentre hai ancora gli occhi chiusi e ti godi il calore della stanza o il dolce venticello che entra dalla finestra aperta.
E proprio grazie a una finestra aperta, da un po' si compie l'incantesimo del buon umore.
La magia si compie nel più classico dei modi: attraverso la MUSICA.
E non è la musica che una vecchia radio lascia scivolare via dalle sue casse, ne quella assordante di un club o di chi compie un personale colpo di stato. E' la melodia che si combina grazie a piccoli tasti bianchi e neri che si alternano, sovrappongono, vibrano al tocco di dita veloci, esperte, decise.
Piccoli colpi che abili martelletti danno a corde tese.
Una melodia sempre diversa, che in momenti improvvisi invade la casa in cui vivo e infondo invade un po' anche me.
Grazie pianista sconosciuto che colori le mie giornate con la tua musica.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito.
(Novecento - Alessandro Baricco)
Nessun commento:
Posta un commento