24 dicembre 2011

Una cartolina per il polo nord

Non pensavo di scrivere a Babbo Natale quest'anno, in realtà non credevo che gli avrei mai più scritto eppure ho speso qualche parola su un social network, nel caso in cui anche lui si ritrovi a fare verifiche incrociate consultando profili a caso.

Intimamente ognuno di noi ha con se un desiderio che vorrebbe vedere realizzato e accantonando quelli comuni della pace, della scoperta di cure al cancro, all'AIDS e ad ogni altra malattia, la fine della fame nel mondo e ogni sorta di bene per tutti i nostri cari e non, dentro di noi si alimentano i desideri più diversi.

La cosa che più stupisce è scoprire come sempre più spesso non si hanno sogni impossibili, certo un parco macchine irragionevole o voler sposare Brad Pitt o chi per esso restano sempre desideri della serie improponibili, ma molti vorrebbero solo avere del tempo, più tempo per poter vivere.

E anche io vorrei più tempo.




Caro Babbo Natale,
quest'anno vorrei viaggiare molto di più e vedere tutti quei posti che ho cerchiato in rosso sul mio planisfero...me la dai una mano?!?! Tua devota 
Sul mio planisfero sono segnate con priorità assoluta queste località:
 - Berlino,
- San Pietroburgo,
- Istanbul,
- Gerusalemme, 
- Marrakech,
- San Francisco,
- Porto,
- Reykjavik,
- Siracusa (non per me, ma per l'amico Di Mauro),
- Tokyo.
Ora io sono pienamente cosciente che magari tutte quest'anno non si possono avere, vuoi per le disponibilità temporali, vuoi per quelle logistiche e per quelle economiche, ma se TU ti ci mettessi di impegno e io con -una qualunque cosa che mi sia d'aiuto- magari e sottolineo magari 3 o 4 su 10 potrei anche visitarle. 
Sempre tua.


E voi? Cosa vorreste dall'uomo panciuto con barba bianca e abbigliamento appariscente?





Auguri di Buon Natale a voi e ai vostri cari.

17 dicembre 2011

colazione da campioni

a differenza di quanto credano in molti, le abitudini non rendono la nostra vita meno entusiasmante o meno bella, anzi!

esistono abitudini che costruiamo giorno dopo giorno e che rivoluzioniamo attraverso esperienze più o meno importanti. a volte ignoriamo la bontà di qualcosa solo perché ci siamo rifiutati di assaggiare.
la mia curiosità non ha mai posto grandi limiti e probabilmente le mie pochissime esperienze non mi hanno permesso di misurarmi con insoliti cibi, ma una cosa è avvenuta, a un certo punto della mia vita ho smesso di dire "no non mi piace" (per partito preso, causa aspetto del cibo o per via della sua natura) e così ho iniziato a rispondere "certo, voglio assaggiare"

- le conseguenze potete immaginarle - 

le mie abitudini alimentari sono state stravolte e hanno subito una trasformazione non da poco. 

e così mi ritrovo a scegliere molto spesso il gelato al pistacchio (sempre negato causa colore transgenico), a voler mangiare giapponese una volta a settimana, ma non mi nego nemmeno la possibilità di mangiare un qualunque crostaceo, mollusco o affini (che nella mia precedente vita erano un tabù), caffè solubile in tazza gigante o tè al mattino (cose inimmaginabili qualche anno fa), e potrei continuare all'infinito. 

il punto: la colazione.

sabato mattina. domenica (orari imprecisati nella vita da studente). giorni di ordinaria nullafacenza.
hanno tutti una cosa in comune: la colazione dalla durata infinita. 

l'aspetto più caratterizzante di questa abitudine è quanto sia rassicurante. 

in quanto abitudine, tendiamo a credere che sia una cosa standard e forse per certi versi lo è!
basti pensare a come a seconda delle età si consolidino determinati aspetti ed altri vadano col tempo a svanire. 
esistono poi i contributi di tutti coloro con cui abbiamo condiviso almeno una colazione e che ci hanno contaminato con una cosa piuttosto che un'altra e hanno deviato la nostra abitudine, rendendola l'abitudine meno statica che si possa avere.


fette biscottate burro e marmellata (retaggio familiare)


tutto il resto costruito giorno dopo giorno




12 dicembre 2011

uno spirito da commedia

con molto tempo a disposizione, milioni di cose importanti da fare, una qualunque giovane donna preferisce all'azione un film, una commedia romantica-americana-dolce ma non troppo che alimenti la sua capacità di procrastinare.
una commedia di quelle con una ragazza, un amico/fidanzato/amante, l'immancabile cattiva/stronzo di turno, dissapori e malintesi, qualche bacio, dichiarazioni d'amore strampalate e un personaggio buono, solitamente una sorella/fratello/amico di infanzia. tutte queste banalità riempiono milioni di minuti di commedie.


cosa può più di ogni altra rendere la vostra giornata una commedia romantica interpretabile da una Jennifer Aniston o una Cameron Diaz?!?!?

la risposta è semplice, munitevi di carte e penna, dal canto mio cercherò di fornirvi tutti gli ingredienti per la realizzazione di questa magica atmosfera, cercando di seguire un ordine (ma sono certa che voi già sapete che il mio ordine ha una sua dimensione) :

- tempo, che sia un giorno o un week-end non importa, ma non superate la settimana, incorrereste in cattive abitudini difficili da perdere,
- 1 o 2 bottiglie del vostro vino preferito, in realtà va bene qualunque superalcolico, ma il vino è sempre molto chic,
- linea telefonica dedicata all'amica/sorella, ovvero la possibilità di comunicare con chi amate nel più  breve tempo possibile,
- maltempo, così tutto acquista un'aria più romantica, per questo è indicato un periodo di piogge fitte e nebbia.

Vi direi di aggirarvi per casa in abbigliamento anti-uomo, ovvero pigiamone di pile, ma come le commedie americane insegnano non sappiamo mai chi potrà bussare alla nostra porta, quindi se optate per un abbigliamento trasandato&comodo assicuratevi almeno di avere il trucco in dose minimo&indispensabile e dei capelli puliti. Mettete della musica, per una volta non morirà nessuno se non guarderete la TV! Scegliete del buon jazz, fatevelo consigliare dall'amico esperto, ne abbiamo tutti almeno uno, in alternativa chiedete a me e vi metterò in contatto con il mio jazz-man.  Fate tutte quelle cose che non fate mai o che fate con una certa riluttanza, della serie riordinare l'armadio o quel cassetto che accoglie ogni forma non collocabile all'interno della vostra stanza, leggere quel libro lasciato a metà. Insomma fate piccole cose, non impegnative, ma che vi facciano rilassare e vi mettano addosso un certo buon umore.
Per il resto trascorrete la vostra giornata accompagnando ogni vostra azione con il bicchiere giusto, se avete un calice per il vino la scena sarà ancora più completa, ma ripeto un margarita, un daiquiri o una vodka andranno comunque bene.

Se vi doveste sentire stupide pensate a tutte le volte che avete visto una scena del genere in un film e vi siete dette perchè io non ci penso mai??!?!

e se alla vostra porta non avrà bussato nessuno o solo la vicina anziana per chiedervi di darle l'acqua alle piante o se avete visto il suo gatto, non scoraggiatevi perchè infondo avrete dedicato un intero giorno a voi stesse e un giorno così non è mai sprecato quando voi e il vostro mondo avete un ritmo sfrenato.























suggerimenti sull'accessorio indispensabile per la realizzazione di questa magia



10 dicembre 2011

e se finisse la musica?


manca qualcosa. manca sempre qualcosa.
manca il caffè la mattina quando decidi di prendere il primo a casa. manca l'ombrello quando hai fatto tutte le scale e resti nel portone a guardare la pioggia. manca l'amica con cui condividere il momento di turno. manca un buon libro quando sei in treno. manca qualcuno nella sala d'aspetto che ti aiuti a superare l'agonia dell'attesa. manca sempre una sedia quando organizzi una cena, e manca il pane quando realizzi che avresti dovuto comprarlo. manca il sonno quando devi riposare, e manca un rifugio per poter dormire quando sei stanco. manca l'odore della pioggia d'estate. mancano le risate degli amici quando rientrate a case al mattino. mancano i pasti notturni. mancano cose improvvise e inaspettate.
manca sempre qualcuno al nostro risveglio.
manca sempre qualcosa. a volte non sappiamo di preciso cosa sia, sentiamo semplicemente la sua assenza.




E' uno strano dolore...morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.
A.B.











04 dicembre 2011

i pacchi ai tempi della raccolta differenziata

cioccolato - tè - biscotti - taralli - abiti nuovi - accessori vari - qualcosa di cucinato - ancora vestiti -qualcosa di definitivamente inutile -

a chi non è mai capitato di scartare un pacco?
si proprio un pacco, uno dei famigerati pacchi preparati da una mamma, una sorella o una zia che con tanto amore, sapendovi lontani da casa decide di inviarvi un pò di cose.

L'effetto che questi pacchi hanno sulle nostre vite è di due tipi: immenso e profondo amore, una sorta di commozione nello scoprire con quanta cura vi hanno pensato e poi lo smarrimento. eh si, ho scritto proprio smarrimento. questo perchè dopo aver scartato il pacco, riordinato il tutto mentre mangiate già parte di quanto contenuto, la classica è afferrare un biscotto tipico o i taralli o aprire la cioccolata*, dovete scontrarvi con la dura realtà: lo SCATOLONE e il suo IMBALLAGGIO. e qui sopraggiunge lo smarrimento di cui sopra.

Fino a qualche anno fa, pochi o nessuno si preoccupava di separare la carta dalla plastica e lo smaltimento dello scatolone avveniva con tempi lunghissimi. Potevano passare giorni prima che uscisse di casa.
Oggi, dopo aver riposto le cose o semplicemente dopo aver diviso il cibo da tutto il resto, lo sgomento sopraggiunge per la divisione dei materiali...e già vi vedo lì seduti sul pavimento a fissare lo scatolone, la carta da imballaggio e il quantitativo di scotch usato.

Lo so, perché a mie spese qualche giorno fa ho fatto i conti con un paio di pacchi. e li ho fissati per quasi 15 minuti cercando di capire come avrei dovuto agire nei loro confronti.
dopo circa 5 minuti spesi a pensare che la forza del pensiero in certi casi sia una soluzione efficiente ed efficace, mi sono arresa e seduta a gambe incrociate ho iniziato la divisione dei materiali. 15 minuti dopo, avevo finito: carta e cartone da un lato, scotch e plastica dall'altro e poi ciò che non sono riuscita a dividere.

Per un pò mi sono sentita una paladina dell'ambiente, ho anche pensato fra me e me chissà l'amica ecologista come sarebbe fiera di questa divisione. la riflessione ultima però è stata che dovremmo essere più attenti, sprecare meno materiali, riutilizzarli nel modo giusto e smaltirli come si deve. e  le mamme non devono smettere di inviare questi pacchi pieni di amore, magari stare anche loro un pò attente!




mucchietto di carta su pavimento torinese



*la mamma di una cara amica era solita mettere nel pacco tavolette di cioccolato dai gusti insoliti e nuovi. è grazie a lei se abbiamo avuto il piacere di assaggiare il cioccolato alla menta.