03 aprile 2014

Qualsiasi cosa si frapporrà fra noi due

Se i demoni avessero un volto, quel volto sarebbe il tuo. Se avessero una voce, potrei riconoscerla tra mille e sarebbe la tua. Gli occhi, le labbra, le mani, il corpo tutto, il modo sottile di imporsi e spingere gli altri a fare ciò che è deciso, beh tutte queste cose sarebbero le tue.

Dormi disteso accanto a me. La prima volta in tanti mesi.

Ti osservo. Il tuo corpo mi è più che mai estraneo, nonostante gli abbracci, nonostante io ne conosca ogni centimetro. E se penso alla tua mente, il buio più totale. Non so cosa darei per potervi leggere.

Scrutare i tuoi sogni, i desideri più intimi, i giri che i pensieri fanno e ti portano ad agire o meno.

Osservo il tuo profilo. Guardo a un uomo che non riconosco. In questa immagine non vi è l'arguzia, l'estro, l'arroganza che mi hanno affascinato. In questa immagine non c'è l'idea che avevo, che ho di te.



Ti sei rivelato. Non credo tu fossi diverso all'inizio. Hai semplicemente mostrato quell'io che celavi affinché potessi essere tua, affinché tu potessi abbattere, scavalcare, aggirare il muro che c'era fra di noi.

Il muro, i muri... dormi con la convinzione che sia, siano stati abbattuti, scavalcati, aggirati.

Sciocco. Arrogante. Pieno di sé.

Oggi quel muro è più alto che mai, e ogni volta che crederai di averlo superato, sarà sempre più alto, andrà ad aggiungersi una fila di mattoni. E tu sarai sempre più distante. E io sarò sempre più lontana.

Dormi. Fingi di dormire. Non so se curarmi anche dei forse. I tuoi magari, i tuoi adorabili magari sanno di adorabili menzogne. E io, alla stessa stregua di te mento. Adoro mentirti. Consapevoli entrambi delle reciproche bugie, costruiamo un nulla che sa di incanto, che sa di noi.

Chiudo gli occhi. Dormo. Fingo di dormire.

In questa stanza più mondi a scontarsi. Il nostro grigio di cui non si può condividere traccia, la cui esistenza è celata ai più. Il mio personalissimo mondo a cui accedere significa essere parte di me. I mondi pubblici in cui siamo i figli, gli amici, gli amanti, i colleghi di qualcun'altro, mondi in cui noi non ci incrociamo mai. Il tuo, i tuoi personalissimi mondi in cui sei campione in qualche disciplina, in cui guardi cinema d'altri tempi o discorri con altre donne e le ami così come ami me.

Io non mi curo di te, di noi. Tu non ti curi di me, di noi.

Eppure siamo qui a condividere un letto, le lenzuola, lo spazio che ci circonda. A vederci potremmo essere scambiati per una coppia che si ama. Cadrebbero tutti in errore.

Due estranei. Ecco cosa siamo. Nulla di più.

Cedo a te nei miei silenzi tutte le mie paure, le mie domande, le mie debolezze, certa che tu non sarai in grado di comprenderle. Non ascolterai la mia muta voce. L'assordante silenzio che si frappone fra di noi. Non ti accorgerai nemmeno per un istante che io mi sto cedendo a te. Il muro, i muri che sostieni aver superato, ma che sono ancora lì, vengono giù come castelli di sabbia esposti alle intemperie. Non ti accorgi quanto io sia fragile in questo gioco e quanto io sia chiamata ad essere forte, a misurarmi con me stessa, con te con lo scopo ultimo di non soccombere ai tuoi umori, al mio essere volubile.

Ogni giorno mi ripeto che non potrà essere questo il mondo in cui viverti.

Non voglio che sia questo il mondo in cui viverti.

Lascio questo letto con la convinzione di lasciare te. Il mondo grigio in cui siamo un noi fatto di silenzi, carezze e bugie.

Raccolgo le mie cose ancora per un'ultima volta, senza voltarmi, senza domandarmi se stai dormendo, se fingi o se ti stai godendo questa uscita di scena.

Vorrei poterti augurare buona vita. Baciarti ancora una volta. Sentire il tuo profumo nella curva del collo. Poggiare la mia mano sul tuo viso. Nego a me stessa quanto più bramo per poter essere forte e all'altezza della decisione presa. Questo non è dunque un arrivederci come quelli scambiati nelle innumerevoli notti. Questo è il mio addio al nostro essere complici, al nostro desiderio, al mio personale colpo di stato.

Questo è ancora un addio a me.

Aramıza her kim girerse öldürürüm.




Last night on Earth, Green Day

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