Nel momento esatto in cui ti accorgerai che non sarai e ripeto non sarai, mai e poi mai, come un certo tipo di donna, quella ti passa davanti e tu, tu sei senza l'energia per controbattere alla tua parte debole.
La giostra sulla quale sono salita non ha ancora smesso di girare. A volte, mi domando cosa spinga alcuni piuttosto che altri a impacchettare la propria vita e a mollare tutto. Qualcuno mi ha detto che è l'irrequietezza nel senso più positivo del termine. A distanza di anni, non ho ancora trovato la risposta e mi rifiuto di pensare che alla base di tutto ci sia uno stato di agitazione.
24 aprile 2013
21 aprile 2013
Cut & Paste de "A capo di complessi immaginari"
Sono un vero disastro nella gestione di questo blog e dei link, mi scuso per questo.
E proprio perchè sono un disastro faccio questo post con tutti i link alle parti del racconto che ho scritto, che fino a qualche ora fa era ancora sprovvisto di titolo, chiedo venia anche per questo.
Probabilmente non piacerà il titolo scelto e forse non racchiuderà in se il senso, ma poco importa.
Buona lettura:
"A capo di complessi immaginari."
Mucchietti di ossa per ritrovare la strada
Per una vagabonda come me, sempre pronta a fare una valigia, una borsa, a prendere un treno, un aereo e partire non è facile segnare su carta la via, il futuro che incerto si manifesta a suo dire in anticipo, a mio parere sempre troppo tardi. E poco importa, che io sia incline agli imprevisti e alle cose non facili.
Decidere su due piedi. Chiudere e partire.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
.jpg)