è irrefrenabile l'impulso di scrivere quando il caos interiore si fonde con quello della tua stanza. non si fermano i pensieri, le parole, le immagini di un passato più o meno recente che cerchi di chiudere in valigia.
è come essere posseduti. la mente non segue il moto indotto dalla mano, è l'impulso, l'intemperanza di questo disordine ad armare ogni giostra. cavallo e carrozza corrono in un moto perpetuo, a seguirli tazze e teiere al ritmo di una nenia che non riconosci.

e si diverte, chi come il karma, realizza alle tue spalle. si diverte con poco.
l'imprevisto siede al tuo tavolo e prende il tè. seduto tra te e l'indifferenza.
sbalordito continui a domandarti come sia possibile sentire tutto ciò ogni volta che un pavimento ospita le tue cose. gira la stanza intorno a te e con lei le tue cose, le tue inutili, piccole, inconsistenti cose.
ogni oggetto animato, che campeggia sul trampolino del LO PORTO o NO con me, sente di appartenere alla vecchia città o almeno a quella in cui ha soggiornato di recente. e il nuovo. Per il nuovo è tutto una sorpresa a cui non si sottrae, ma a cui si presta con un certo timore - gambe tremanti e mani gelide.
e quando manca quella stretta sicura e confortante, l'ignoto non è che un rifugio fatto di scambio di liquidi e suoni soffocati.
è come essere posseduti. la mente non segue il moto indotto dalla mano, è l'impulso, l'intemperanza di questo disordine ad armare ogni giostra. cavallo e carrozza corrono in un moto perpetuo, a seguirli tazze e teiere al ritmo di una nenia che non riconosci.

e si diverte, chi come il karma, realizza alle tue spalle. si diverte con poco.
l'imprevisto siede al tuo tavolo e prende il tè. seduto tra te e l'indifferenza.
sbalordito continui a domandarti come sia possibile sentire tutto ciò ogni volta che un pavimento ospita le tue cose. gira la stanza intorno a te e con lei le tue cose, le tue inutili, piccole, inconsistenti cose.
ogni oggetto animato, che campeggia sul trampolino del LO PORTO o NO con me, sente di appartenere alla vecchia città o almeno a quella in cui ha soggiornato di recente. e il nuovo. Per il nuovo è tutto una sorpresa a cui non si sottrae, ma a cui si presta con un certo timore - gambe tremanti e mani gelide.
e quando manca quella stretta sicura e confortante, l'ignoto non è che un rifugio fatto di scambio di liquidi e suoni soffocati.
al di là che mi hai conquistato con "il caos interiore si fonde con quello della tua stanza" perchè per me è sempre così(!!!!!), mi hai fatto ricordare la giostra di Brighton e la spensieratezza provata sul cavallo dorato! grazie!
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