22 febbraio 2011

Strani caffè


Per ogni persona che ci lascia ce n'è un'altra in cui ci imbattiamo.
La vita è fatta così.
Ci sono persone che in maniera più o meno silenziosa incrociano la loro strada con la nostra e in maniera, altrettanto, più o meno silenziosa smettono di fare un pezzo di strada con noi.

Mi piace immaginare che le esperienze che viviamo siano un piccolo caffè dove entri, ti siedi e ordini da bere. Magari a volte sei distratto e non fai caso a chi ti circonda, perchè troppo preso dalle tue cose, poi accade che alzi la testa dal libro o smetti di fissare il pc e incroci lo sguardo di qualcuno. Un rumoroso. Un silenzioso. Non importa. Quello che conta è che accade e per uno strano "allineamento planetario" ti ritrovi qualcuno che condivide con te quella giornata. Una poi due e infine molte, finchè un giorno, uno dei due si alza e lascia il caffè, e non sa se e quando ritornerà. Non sa nemmeno se quando tornerà quel caffè ci sarà ancora, né se tu sarai ancora lì.

In questi giorni alcuni amici hanno lasciato il caffè in cui sono seduta da un pò. In realtà questa trafila di addii e arrivederci è iniziata nel momento in cui ho messo piede in questo caffè. Ed è strano. Ci sono stati periodi in cui le persone sono state fugaci risa di passaggio o silenziosi avventori del take away. E ci sono stati periodi in cui altro non ho fatto che fissare la porta d'entrata e sperare che entrasse rumorosamente qualcuno con cui parlare.

Si dice che col tempo ci si abitua a tutto. Io non mi sono ancora abituata, però ho imparato che è così che vanno le cose e ormai agli addii rispondo con un arrivederci convinta che l'allineamento planetario, di cui sopra, abbia un senso e che forse con alcuni ci si incrocia più volte, in più caffè e in più momenti. Basta volerlo.

Buon viaggio amici miei. Abbiate cura di voi.

6 commenti:

  1. Amo Amo Amo questo post...tutto ciò che penso sugli arrivederci di quest'anno è scritto qui.

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  2. Senza dubbio una splendida rassegna di ciò che il più delle volte non è semplice da spiegare. Sono sensazioni incredibilmente comuni ma altrettanto difficili da sopportare. A volte manca il fiato da quanto ti possa mancare una o più persone. Ma bisogna fare un bel respiro e andare avanti, con la consapevolezza che la vita a volte si, sembra parecchio brava a spingere via chi per noi è fondamentale, ma lo può essere anche a farcelo ritrovare inaspettatamente vicino. concretamente e "concettualmente". e poi ci si accorge che i kilometri non sono una barriera, e che tutto può essere un nuovo e dinamico caffè nazionale, lungo tutta l'Italia. :-)

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  3. Credo che in fondo i luoghi di passaggio siano un po come una tazza di caffè. Amari all'inizio, senza dubbio, che necessitano di zucchero. Ogni tanto si ci confonde e si mette il sale, perché sulla credenza i due barattoli hanno la stessa forma e lo stesso colore. Credo che le persone siano un po come sale e zucchero, credo che all'inizio sia facile confondersi. Credo che per rendere più dolce i luoghi di passaggio - e penso che questo concetto si possa estendere ad ogni posto di passaggio - ci sia bisogno di aggiungere zucchero e mescolarlo bene. Credo che, per quanto si possa mescolare bene, la parte più dolce rimane sempre nel fondo della tazzina, da raschiare con il cucchiaio. Credo che non tutti lo capiscano, credo che non tutti hanno la pazienza di raschiare, la maggior parte delle persone pensa solo a bere il caffè. è quella che alla fine ti porti dietro, quando lasci il bar, dopo aver consumato l'ultima goccia, dopo aver raccolto quel poco zucchero con il cucchiaino, reso più buono proprio perché un rimasuglio, dopo aver acceso la sigaretta che con il suo amaro risalta il dolce del fondo raschiato, senza dubbio la parte più dolce. Non credo bisogna temere se il caffè preso al prossimo bar sia più o meno buono, credo però che la cosa importante sia mantenere fermo il ricordo della tazzina precedente, soprattutto dell'ultimo sorso, del poco zucchero rimasto nel fondo, quello più dolce.

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  4. La grandiosità di questo post è spiegare sinteticamente quella bomba emotiva che si prova quando le strade si dividono. Lancio un'idea.. mi piacerebbe tantissimo un post che descrive un altro colosso di emozioni: cambiare città da grandi, lasciarsi andare ed entrare in nuovi caffè, incontrare nuove persone che condividono con te giornate non ancora ben identificate.. thanks

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