20 febbraio 2011

Se ci piacessero le cose facili non saremmo noi.

È quello che mi ripete un’amica ogni volta che la chiamo e inizio la conversazione con un qualche piano astrale sballato, almeno a mio dire. 
Se il mio coinquilino ascoltasse le nostre telefonate finirebbe per chiamare il reparto di psichiatria di un qualche grande ospedale, ma per nostra fortuna non assiste a questo scambio di vedute. 
Telefonate lunghe. 
Telefonate a volte inutili. 
Esilaranti oserei dire se solo avessero un senso, se solo qualcuno le ascoltasse.


















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