25 ottobre 2011

Devendra Banhart

un po' hippy, un po' profeta, santone orientale, intellettuale, scrittore, cantante che per non dimenticare le melodie che aveva nella testa, nel cuore della notte chiamava gli amici, registrando motivetti sulle segreterie telefoniche a cui accompagnava un messaggio affinché non venissero cancellate.

quest'uomo è dall'altra parte del mondo e ha una voce incredibile. probabilmente non si prende troppo sul serio eppure affascina. capelli lunghi come un hippy, occhialini dalle forme più disparate che gli danno l'aria dell'intellettuale inglese. barba o baffi, mai un volto troppo pulito anche se sbarbato. a tratti sembra uscito dagli anni '70. truccato come un indiano. a volte canta in spagnolo. sembra non abbia una identità chiara.

è un pò che non faccio altro che ascoltarlo.

probabilmente soffre di doppia personalità... se ascolti canzoni come bad girl o brindo ti accorgi di avere di fronte a te una personalità combattuta, anzi no, sospesa tra due mondi, ma questo lo pensi anche se ascolti foolin e se riesci a trovare il sottile filo rosso che collega il video al testo è fatta: hai la chiave di lettura del suo lavoro.



foolin
bad girl
santa maria de feira
baby
owl eyes
brindo
lover
now that i know
i remember
carmensita

questa la lista delle 10 che preferisco


Devendra Banhart by Michael  Booger

21 ottobre 2011

Last night

"è strano come puoi svegliarti e non sapere come va la giornata... ottanta, novanta, mille giorni passano senza che succede niente e poi all'improvviso...ciao!"

la battuta di un film che sintetizza senza troppi fronzoli come un giorno tutto possa cambiare.
film triste, di quelli che lasciano l'amaro in bocca e la tristezza negli occhi di chi lo guarda.

consigliato nei giorni di pioggia, quando tutto il pomeriggio è speso a letto con la felpa e il cappuccio tirato sulla testa. cioccolato fondente. da non guardare se si ha un marasma interiore.








18 ottobre 2011

Quello che dell'Inghilterra ho portato a casa

Qualche giorno fa, mi è stato chiesto cosa mi fossi portata via dall'Inghilterra e io ho fatto riferimento alle persone, all'ambiente mutlticulturale in cui ero, insomma all'aspetto umano della realtà con cui mi sono confrontata.

Però ripensandoci bene, mi sono portata a casa molto di più.

Ho scattato poco più di 2000 fotografie, che credo non abbia visto nessuno a parte me e non chiederei a nessuno di vederle tutte, immaginate l'allegria dello/degli spettatore/i?!?!?!
"Siamo alla diapositiva numero 1567, come si può notare ancora un'immagine dell'Isola di Wight" (nota: sarà stata l'immagine n.100 dell'isola)
Quindi non posso dar torto a chi ha accuratamente evitato di chiedermi di mostrare le foto della vacanza-studio.

Ora, senza divagare più del dovuto, posso affermare di aver portato via dall'Inghilterra molto di più.

Una serie indiscussa di nuove abitudini che si sono andate a sommare ai riti giornalieri, qualche gadgets e il piacere di aver inviato qualche cartolina .

Nell'ottica che nessuno vedrà mai tutti gli scatti inglesi, continuo ad usarli come testimonianza di quello che ho visto, fatto, sentito, mangiato, ovviamente il tutto accompagnato da ampollose didascalie per non deludere gli amanti del genere.


Per iniziare ho portato a casa una strada, Albert Road. L'ho percorsa tutte le mattine e tutti i pomeriggi per 5 settimane. Il ricordo di questa strada è accompagnato da qualche immagine delle insegne dei negozi, dei locali e pub che la costeggiano. Purtroppo non ho fotografato il mio negozio preferito: un barbiere per uomo, dagli interni rossi e alle cui pareti sono appesi vinili e pagine di fumetti a mo di quadri.
Di questa strada, ho impresso nella memoria il pout pourri di odori, delle mille spezie dei diversi ristoranti orientali. E i tavoli dei pub sui marciapiedi.



15 ottobre 2011

letto (bolognese) a 3 piazze

letto a 3 piazze...
Bologna riserva sempre sorprese inaspettate. 


è da quando sono sveglia che non riesco a smettere di pensare a questo film...
il fatto è che stanotte è stata una notte movimentata...
non che si sia presentato alla porta un marito scomparso per  anni a reclamare un posto nella mia vita...
piuttosto è stato un pezzo di presente a prendere prepotentemente spazio...
Non so se sia mai capitato anche a voi,ma dopo una lunga assenza dalla vita il TUTTO sembra che voglia prendere il suo spazio...quello, per l'appunto, negatogli di recente...
inizia la corsa, quel giro di giostra che freneticamente ribalterà più e più volte la clessidra che scandisce il tempo della mia vita....

voci di corridoio, insinuano la possibilità di condividere questo tutto con  una quarta, dalla personalità prorompente e a tratti indiscreta nell'eccessivo tentativo di dare amore!

il rischio è l'eccessivo amore 
non mi abituerò mai alla capacità di dare amore dei cani,
l'indipendenza dei gatti si è insinuata con fascino nelle mia abitudini...  

parole chiave: disordine e pensieri sparsi