15.09.2011
seduta sul mio sgabello girevole. plastica dura. bianca. Imbronciata come sempre, la frangia troppo lunga lascia poco spazio per i miei occhi, anche se tu riesci benissimo a fissare i tuoi nei miei. seduta, lascio che le tue parole mi investano. saccente, giudizi e scalpitanti attacchi verbali investono la mia minuta figura. Sembra che la luce voglia reggere il tuo gioco e mi ritrovo nell'unico punto illuminato della stanza. mi do la spinta col piede e inizio a volteggiare lentamente, gesto consueto che ricorda la mia infanzia quando passavo pomeriggi estivi sull'altalena del parco...
secondo dopo secondo sento i tuoi occhi sempre più prepotenti.
parli piano. Pausa. sigaretta. riprendi, ancora una parola e potrei svenire
sento la testa pesare più di un macigno.ora non sono più i tuoi occhi ad essere prepotenti, ma le tue mani. fermi questo valzer, porti il mio sguardo a te, lunghi capelli all'indietro. stringi i tuoi pollici sulle mie guance e baci il trucco che le lacrime hanno silenziosamente sciolto. così vicino riesco a sentire ancora quell'odore di buono. il tuo. il mio. costante di questo giorno d'addio.

Attimi che durano l'infinito di un momento,il trucco che se ne va come vanno via tante parole che a che a volte vorresti restassero a farti compagnia ..Ale
RispondiEliminaAle il tuo commento si sposa alla perfezione con le mie parole!
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