17 aprile 2011

muri immaginari


è strano come le cose ci vengano portate all'attenzione. siamo convinti che agiamo nel giusto, che non ci sono schemi o contraddizioni tra ciò che pensiamo, vogliamo e facciamo.
essere redarguiti in meno di 24 ore per una colpa che non si crede o meglio per qualcosa che sbagliato non è, ma che non si sa nemmeno di aver fatto, fa riflettere.
munita di immaginari attrezzi (calce e quant'altro serva per costruire un muro) ho alzato dei muri, non ne sono sicura ma così sembra. ho messo muretti qua e la, non che io voglia costruire un labirinto. classico esempio di come ci si chiuda a riccio e si tenti di fare qualcosa che non è ben chiaro nemmeno nella nostra mente.

hai alzato un muro.

sentita una paio di volte questa frase, da inaspettate persone, diverse, lontane eppure a un passo da me.
mi sono svegliata con questa frase nella testa. mi sono chiesta se è realmente quello che ho fatto, che faccio. dovrei chiedere a mia madre. a quanto pare, la persona che credevo non sapesse nulla di me, è quella che riesce a leggere nei miei silenzi e nelle mie risposte, meglio di chiunque altro. sono certa che lei direbbe:" si. lo fai sempre!"  - ma ora lei non è qui e non  importa.
e io mi sono armata di immaginari picconi per poterli abbattere. spero di non metterci molto, ce n'è uno in particolare che vorrei buttar giù...sarà questo l'obiettivo del giorno...

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